Lettera di Natale di un ergastolano ai figli

Lettera di Natale di un ergastolano ai figli

Lettera di Natale di un ergastolano ai figli

giovedì 24 Dicembre 2009 - 14:06

Testimonianza di un uomo che dalla cella dovrà -immaginare la felicità-

Uno spazio per i condannati all’ergastolo ostativo, quello senza nessun beneficio, senza mai un giorno di permesso: anni e anni, decenni, senza mai un giorno fuori dal carcere, senza mai un Natale in famiglia, senza mai un abbraccio libero con i propri cari. Tutto questo per reati commessi anche 20-30-40 anni prima. Abbiamo deciso di pubblicare questa lettera inviataci dagli amministratori del sito www.urladalsilenzio.wordpress.com: uno “spaccato” del nostro mondo. Colpevoli o meno, giusto o sbagliato il “trattamento” rispetto al reato commesso; in questo momento il nostro fine è di soffermarci insieme su cosa vuol dire un Natale in carcere. Questo tipo di carcere. Tutto quello che leggerete proviene direttamente da loro: il sito che ci ha inviato la testimonianza è il loro tramite e noi vogliamo fare da amplificatore a questa voce anche perchè internet e posta elettronica in carcere non sono ammessi.

Lettera di Natale di un ergastolano ai figli

Quando siete nati il mio cuore era pieno di stelle e di sogni.

Avevo sognato per voi tutto quello che avevo sognato io da bambino.

Poi è arrivato il carcere e la condanna e sono partito per un lungo viaggio.

Sono partito, ma non sono mai andato via dal vostro cuore, né voi dal mio.

Nei peggiori momenti del mio viaggio i vostri cuori non mi hanno mai lasciato, vi ho sempre sentiti attorno al mio cuore.

La vostra immagine è sempre stata nei miei occhi e il vostro sorriso ha sempre illuminato il mio viaggio.

L’uno e l’altra siete il sole della mia cella, il centro del mio universo e l’energia invisibile della mia anima.

Grazie a voi mi sento un papà e un uomo migliore.

Perdonatemi se sono stato lontano e non vi ho potuto amare come avrei voluto.

Forse vi ho amato più di quello che ho potuto.

Sono passati molti anni, venti, questo Natale ho sognato di venire a casa, ma mi hanno detto ancora di no, mi hanno detto che sarò sempre colpevole e cattivo.

Ora non ho più sogni, né passati e né futuri, da sognare.

Siete solo voi quello che mi resta della mia vita.

Perdonatemi se vi lascio soli anche per questo Natale e per tutti quelli che verranno.

Un ergastolano con l’ergastolo ostativo non può più tornare libero, né vivere, né morire, può solo amare.

Ecco, io vi amo!

Volevo dirvi solo questo perché è bello essere amati da voi, ma è ancora più bello amarvi.

Buon Natale Mirko.

Buon Natale Barbi.

Papà

Carmelo Musumeci

Carcere Spoleto Dicembre 2009

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