La vigilia di Natale a Giampilieri: aspettando il “cenone”, la gente continua a sentirsi abbandonata

La vigilia di Natale a Giampilieri: aspettando il “cenone”, la gente continua a sentirsi abbandonata

La vigilia di Natale a Giampilieri: aspettando il “cenone”, la gente continua a sentirsi abbandonata

giovedì 24 Dicembre 2009 - 14:29

Incertezza sul numero delle persone rientrate: il presidente del Comitato dice 25 famiglie, in paese si parla di non più di 15. A molti non convince la perimetrazione delle aree. Il caso “limite” del fabbro Mangano: la sua casa unico “punto verde” nella zona rossa tra via Puntale e via Vallone. Stasera cena e Messa con Buzzanca e Lombardo

L’acqua scorre incessante lungo il torrente, il cielo diventa via via più grigio, i motori dei bobcat continuano a fare da colonna sonora. E la montagna è ancora lì, minacciosa, «così comu a lassammu tri mesi fa». E’ scontato dire che a Giampilieri non è una vigilia di Natale come le altre. La realtà è che a Giampilieri pare proprio che il Natale, quest’anno, sia destinato a non arrivare. I pensieri della gente sono dirottati tutti altrove. Sui muri delle case sono appesi fogli bianchi che tutti guardano curiosi, cercando di capirci qualcosa: sono le ordinanze di rientro firmate dal sindaco Giuseppe Buzzanca, corredate dalla mappa delle zone verdi con le piccole particelle numerate. «E io che numero sono?», si domanda un vecchietto. L’argomento non è di facile risoluzione. Così come non è facile spiegare ad un altro signore perché la sua casa è considerata in zona verde se confina con la chiesa di San Nicolò, che invece è area gialla (dunque non sicura). Non i cenoni, non i regali, non gli auguri: sono questi gli argomenti di cui si discute in questa vigilia di Natale a Giampilieri. Una piccolissima parte del paese torna a popolarsi: il presidente del comitato “Salviamo Giampilieri” parla di 25 famiglie tornate a casa, la gente che incontriamo tra i vicoli del paese non sembrano particolarmente convinti: «Non saranno più di quindici», ci dice il proprietario di una bottega di alimentari. «Qui ci troviamo in zona gialla – ci spiega – ma guardi, se faccio un passo sono in zona viola». Che è quella meno sicura, subito dopo la rossa. La zona dove tornare a vivere sarà impossibile. Eppure…

Ad alimentare le incertezze degli abitanti di Giampilieri c’è il caso davvero singolare di Antonio Mangano, “il fabbro del paese”. La sua casa e la sua officina si trovano esattamente all’incrocio tra via Puntale e via Vallone: cioè sotto la frana più devastante, quella dove sono cadute praticamente tutte le vittime. «Proprio dove abito io – dice – sono morte cinque persone, ma secondo gli esperti la mia casa è “verde”». Già, l’unico puntino verde nella più rossa delle zone rosse. «Sarà stato sicuramente un errore», si è sentito rispondere Mangano da uno dei “luminari” nominati da Lombardo. «Ma come si fa a fare errori così in una situazione del genere?», si chiedono allarmati gli altri cittadini. I quali, in generale, sono titubanti per un semplice motivo: «Abbiamo trovato la montagna nelle stesse identiche condizioni in cui l’abbiamo lasciata tre mesi fa: perché oggi dovremmo sentirci più sicuri?». I dubbi sulla perimetrazione li hanno praticamente tutti. La zona attorno alla chiesa madre è esemplare: la chiesa è zona gialla, tutto attorno è verde, la via Chiesa è viola. Tutto nel raggio di cento-centocinquanta metri al massimo.

Eppure un certo via vai di persone inizia a intravedersi. Qualcuno, pur non fidandosi ancora di dormire a Giampilieri, sale spesso di giorno, porta a casa qualcosa, “riassapora” la vita di paese. Paese dove le uniche attività riprese sono quelle delle due macellerie, dell’ufficio postale e, in parte, del “Vitty bar”, che cura il chiosco nello spiazzale della scuole elementare (ex Coa, oggi Sco, Struttura coordinamento operativo). Ma altre attività avrebbero potuto spingere una diversa “spinta” istituzionale. Tornando al signor Mangano di cui sopra, infatti, un’altra storia curiosa lo riguarda: quando c’erano da sistemare grate fognarie e parapetti del torrente, fu chiesto «facciamolo fare al fabbro del paese». Un fabbro ha effettivamente svolto i lavori, ma non Mangano, che è il “vero” fabbro del paese. E ancora: per la “cena” di stasera sarà Raffaele Lombardo in persona a portare circa 250 chili di carne. «Perché non far lavorare le due macellerie di qui?», si è chiesto Peppe De Luca, del comitato giovanile di Giampilieri. E parlando di attività, una delle più famose anche fuori dai confini di Giampilieri è quella chiamata “Zio Billy”: «Il mio ristorante – dice il proprietario – è chiuso da tre mesi non perché abbia subito danni, ma perché il ponticello che conduce ad esso è inagibile. Un lavoro da nulla che nessuno ha ancora fatto. Senza contare che ho pagato “a vuoto” 2000 euro di luce». Già, le bollette. Altra grana. A molti “giampilieroti” sono arrivate batoste su luce e telefono, basate su letture “presunte” perché le letture ordinarie dei contatori sono ovviamente impossibile. Interpellata dagli stessi cittadini l’Enel risponde: «Non abbiamo avuto disposizioni dal Governo». E a proposito di luce, in alcune case, anche di zone “verdi”, non sono stati completati gli allacci di luce e acqua. «Mi è stato detto di tornare – ci dice un signore – ma mi hanno detto anche che la luce la allacceranno a gennaio».

Questo è il contesto nel quale Giampilieri prepara la notte di Natale. Ma nelle cucine della Protezione civile non vogliono sentir parlare di “cenone”: «Qui siamo in emergenza, sarà un pasto “da campo”». E dunque: pasta al ragù, carne da arrostire alla brace, arancini, rustici vari. Se ne occuperà il comitato? «No – ci rispondono – ci hanno detto che si sta occupando di tutto Daniela». Ovvero Daniela D’Urso, la moglie del sindaco Buzzanca, che praticamente ogni giorno fa la spola tra Giampilieri e l’ufficio commissariale di Palazzo Zanca. Al termine della cena, che inizierà alle 20 e alla quale prenderanno parte Buzzanca con la sua famiglia e Lombardo, verrà celebrata la Santa Messa nella chiesa di San Nicolò (zona gialla, lo ricordiamo): nello spiazzale antistante verranno piazzate 19 fiaccole, una per ogni vittima di quella tragica alluvione. Una maniera purtroppo solo simbolica per trascorrere con chi non c’è più un Natale diverso da tutti gli altri.

(in fotogallery le foto di Dino Sturiale)

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