Si è rischiata un’altra tragedia del mare ieri nello Stretto; sono stati, infatti, attimi di panico quelli vissuti dall’equipaggio e dai trentatre passeggeri della nave veloce Rosalia, quando ha preso fuoco un condizionatore che si trovava in un locale della nave denominato “tuca-.
Sarà l’inchiesta a stabilire il perché l’apparecchio abbia preso fuoco ma, nel frattempo, si registra l’intossicazione da fumo a carico dell’equipaggio ed il terrore di coloro che si trovavano a bordo dell’imbarcazione.
“Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento degli uomini di bordo che sono riusciti a domare le fiamme, si è evitato il peggio – ci ha detto Mariano Massaro, leader dell’Orsa – ma, purtroppo, il fumo si è propagato negli ambienti causando l’intossicazione del personale. Non sono ancora andato a vedere ciò che è successo, ma l’episodio certo lascia sgomenti. A maggior ragione riteniamo a questo punto di dovere attuare lo sciopero previsto per il prossimo 15 gennaio, giorno in cui ricorrerà il primo anniversario della tragedia del Segesta, perché non bastano le belle commemorazioni previste da Rfi (alle quali parteciperemo con commozione) per risolvere la questione legata alla sicurezza nello Stretto. E’ necessario rimodernare le navi, che ormai versano in un preoccupante stato di vetustà. Oggi pomeriggio, nell’incontro che abbiamo richiesto al Prefetto per avere la garanzia che Rfi mandi un dirigente che abbia il mandato per decidere sul da farsi al prossimo tavolo di confronto convocato dal ministro Bianchi, parleremo anche di quanto accaduto-.
La nave Rosalia è al momento, ormeggiata al porto di Reggio Calabria.
