Il presidente dell'Associazione “Uniti per Pezzolo” Giuseppe Viola sottolinea le perduranti emergenze sul fronte viabilità e messa in sicurezza. A Palazzo Zanca un incontro per discutere i dettagli del rientro delle famiglie sfollate nelle zone verdi
L’ufficio commissariale di Raffaele Lombardo e ancor prima quello del soggetto attuatore Giuseppe Buzzanca, tornano a lavorare sul fronte alluvione. A qualche giorno di distanza dall’inizio del nuovo anno, nelle zone devastate dal nubifragio di Messina sud c’è ancora tanto da fare ed organizzare per riuscire a raggiungere traguardi concreti entro la prossima primavera. Prosegue lentamente il ritorno delle famiglie sfollate nelle abitazioni comprese nelle zone verdi, quelle sicure, della cartografia redatta dagli esperti nominati dal commissario Lombardo, ma è ancora tanta la diffidenza e la paura tra gli abitanti delle comunità colpite. Si parlerà anche di questo nel vertice convocato per domani a Palazzo Zanca e a cui prenderanno parte Buzzanca, il presidente della Regione e, con tutta probabilità, anche il neo-responsabile della Protezione civile Regionale, l’ing. Lo Monaco.
Come detto però, tanti ancora i problemi da affrontare e gli interventi da effettuare, non soltanto nei borghi maggiormente colpiti dove purtroppe si contano le vittime, ma anche in zone adiacenti i villaggi di Giampilieri, Birga, Scaletta, Altolia e Molino. Una richiesta di aiuto giunge infatti nuovamente dagli abitanti di Pezzolo. Il presidente dell’associazione “Uniti per Pezzolo” Giuseppe Viola, denuncia le numerose problematiche che insistono su quella porzione di territorio post 1 ottobre, sia in termini di viabilità che di messa in sicurezza dell’abitato.
«Ricordiamo – scrive Viola – che il nostro territorio è tra i più danneggiati, ci sono 600 persone che rischiano l’isolamento alle prime piogge e c’è un economia agricola ferma e aziende di allevamento in grosse difficoltà a causa dell’impraticabilità della strada che dalla S.P 35 collega le C.de Vallone, Bettaci, Sottocasale e Grata dove sono presenti agrumeti, uliveti e terreni coltivati e tra l’altro collega l’impianto di sollevamento AMAM e il cimitero comunale ma a distanza di 3 mesi circa alcun intervento risolutivo o tampone è stato effettuato. L’intervento già approntato in somma urgenza – continua il presidente – si riferisce alla strada pedonale che collega il villaggio al cimitero e non è finalizzato al ripristino della viabilità della suddetta strada che presenta almeno 3 frane di grossa entità su cui bisogna intervenire al più presto in quanto rappresenta tra l’altro un consolidamento del villaggio che rischia di scivolare a valle».
«Da tempo – aggiunge il rappresentante – chiediamo a gran voce che si intervenga al più presto sulle arterie danneggiate che stanno creando grossi problemi agli abitanti». Problemi anche dal punto di vista abitativo, sempre secondo quanto affermato da Viola, che invita a non dimenticare anche le 20 famiglie di Pezzolo ancora alloggiate nelle strutture alberghiere, dato quest’ultimo che non fa altro che confermare quanto la situazione del villaggio non sia semplice. Tante le inefficienze denunciate dall’Associazione, dalla mancanza di un contributo per la sistemazione autonoma delle famiglie evacuate o per artigiani e commercianti, la chiusura dell’ufficio postale, la strada provinciale è ancora per lunghi tratti al buio e questo rende ancora più pericoloso il transito degli automezzi considerato il fatto che in molti punti sono assenti i muri di protezione. «Il piano di emergenza delineato nel corso dell’ultimo vertice al Genio Civile – conclude Viola – ci conferma la gravità in cui si trova il nostro villaggio e la strada di collegamento; ma a quando i primi progetti?».
