Soddisfatti i rappresentanti della Cisl dell'OrSa Testa e Massaro a colloquio con il sindaco Buzzanca e il presidente Dalmazio. Possibile compromesso sul fronte degli stipendi arretrati
Vertenza “lampo” quella di questa mattina per gli otto lavoratori di Messinambiente. L’incontro avuto con il primo cittadino Buzzanca e il presidente Dalmazio per discutere della riassunzione dei dipendenti a seguito delle sentenze emesse dal Tribunale ha dato esito positivo: da lunedì infatti i lavoratori potranno tornare ad occupare il loro posto. Soddisfatti i rappresentanti sindacali di Cisl e OrSa, Enzo Testa e Mariano Massaro, vicini ai dipendenti sin dal momento dell’occupazione della sede della società di via Dogali avvenuta questa mattina.
Fumata bianca anche sul fronte degli stipendi. Sembra infatti che contestualmente alla ripresa del lavoro, qualora Messinambiente decida di non ricorrere in appello, si possa trovare un accordo anche rispetto al numero delle mensilità arretrate da retribuire, trovando così una soluzione compromissoria tra le parti.
Riepiloghiamo dunque quanto accadtuo. Alla base dell’odierna manifestazione due sentenze del Tribunale di Messina emesse dai giudici Conti e Catarsini, rispettivamente, l’8 ottobre 2009 e il 30 novembre del 2009, a seguito delle cause presentate dagli impiegati di Messinambiente (in due gruppi da 4) per la medesima ragione, ovvero il mancato rinnovo contrattuale. Provvedimenti che hano dato lo stesso esito: riassunzione con contratto a tempo indetermianto, pagamento di 21 mesi di stipendi arretrati, contributi previdenziali, interessi e rivalutazioni.
La decisione degli otto lavoratori di risolvere la controversia che gli ha visti contrapposti all’azienda per vie legali, risale al mancato rinnovo del contratto a tempo determinato (ultimo datato 11 novembre 2007). Fino a qual momento, per quattro anni, infatti, i dipendenti sono stati impiegati presso la società di raccolta rifiuti con contratti di 4 mesi e relative proroghe. Ritrovatisi improvvisamente “a spasso” i lavoratori hanno dunque deciso di fare valere le loro ragioni in Tribunale: i giudici gli hanno dato ragione evidenziando la mancata regolarità con cui Messinambiente ha assunto i lavoratori, poiché la lagge prevede che nei contratti a tempo determinato stipulati per causa sostituzione, differentemente da quanto avvenuto nel caso degli 8 lavoratori, venga specificata anche la ragione della sostituzione e il nome del lavoratore che viene sostituito.
A ciò si aggiunge un altro particolare: il carattere di immediata esecutività della sentenza e dunque nello specifico di immediata riassunzione, dispone che in caso di ritardi l’azienda dovrebbe corrispondere ai lavoratori, oltre gli arretrati, anche gli stipendi previsti dal giorno in cui il provvedimento giudiziario è stato emesso. (FOTO STURIALE)
