I Carabinieri hanno messo le manette ai polsi di un quarantaquattrenne ricercato dallo scorso giugno. L'uomo si era mimetizzato tra gli abitanti dei paesi colpiti dal sisma dello scorso aprile. Aveva documenti d'identità falsi e stava per prendere la patente
Si era mimetizzato tra le tante persone che stanno lavorando alla ricostruzione dei centri abitati nei pressi dell’Aquila colpiti dal terremoto di aprile. Aveva cambiato identità, ma la sua trasformazione non ha ingannato l’occhio attento dei Carabinieri che già in passato lo avevano arrestato. In manette è finito il quarantatreenne Davide Grasso, latitante dallo scorso giugno. Lo hanno arrestato i Carabinieri della compagnia centro che sono andati a prenderlo direttamente a Barisciano, dove lavorava alla ricostruzione come manovale all’interno dei numerosi cantieri. Qui Davide Grasso aveva assunto una nuova identità servendosi di una carta d’identità falsa con i dati anagrafici di un altro uomo, ma con la sua fotografia. Aveva anche un codice fiscale intestato a quest’uomo. Grazie a questa falsa documentazione aveva presentato la richiesta per ottenere la patente ottenendo il foglio rosa per circolare. Si era mimetizzato alla perfezione con gli abitanti del posto. Aveva una normale vita di relazione e aveva persino cominciato a frequentare una donna. A Messina non c’era nessuno ad aspettarlo ad eccezione di una ex moglie. Ma i Carabinieri della compagnia Centro seguendo le sue tracce erano riusciti a sapere dove stesse trascorrendo la sua latitanza e sono andati ad arrestarlo in Abruzzo. Qui hanno seguito le sue mosse e nonostante avesse modificato il suo aspetto, l’occhio attento dei Carabinieri che già in passato lo avevano arrestato ha confermato i sospetti investigativi dei miliari. Coordinati dal sostituto procuratore Vincenzo Cefalo, sabato sono andati ad arrestarlo. Sulla testa di Davide Grasso pendeva da giugno 2009 una condanna definitiva a 12 anni, 6 mesi e 10 giorni per associazione finalizzata al traffico di droga perché coinvolto nell’operazione “Zebra”, che nel 2004 permise ai Carabinieri di fare luce su un traffico di cocaina e marijuana in città. Furono anche sequestrati 200 kg di marijuana ai vari componenti dell’associazione tra i quali un albanese. Davide Grasso al momento dell’arresto è stato trovato in possesso di tre timbri del comune di Messina. uno dell’ufficio anagrafe, uno di un ufficiale dell’ufficio anagrafe e uno generico del comune di Messina. Oltre che per associazione Davide Grasso è stato arrestato per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Deve rispondere anche di contraffazione di pubblici sigilli e possesso di documenti di identificazione falsi.
