Aut-aut di tutte sigle tranne Cisl e Cgil nei confronti del direttore generale Conte: si avviino le azioni concordate nel tavolo tecnico oppure sarà sciopero. Intanto i commissari preparano il piano per la Spa
E’ scontro tra alcune sigle sindacali e la direzione generale dell’Atm. Al centro la gestione del personale dell’azienda, per la quale erano stati concordati tutta una serie di passaggi in un tavolo tecnico tra il direttore Claudio Conte e i rappresentanti di Uil, Ugl, Rsu, Cildi, Cisas, Cisal e Cub, insomma tutti i sindacati tranne la Cisl, appena uscita dalla -riorganizzazione- interna al comparto aziendale, e la Cgil, che mai si è allineata alle altre sigle nei mesi scorsi. Passaggi concordati, ma mai applicati, nonostante ben due ordini di servizio emanati dallo stesso Conte negli ultimi dieci giorni. Dunque arriva l’aut-aut dei sindacati, che ha come scadenza venerdì mattina, quando incontreranno nuovamente Conte: o il direttore applicherà quanto concordato, oppure sarà sciopero.
Quali sono i punti cruciali del malcontento dei sindacati? Seduti intorno al tavolo tecnico erano state individuate una serie di soluzioni per la razionalizzazione del personale dell’Atm (parliamo di circa 720 dipendenti) e la parallela ottimizzazione dei servizi. Si era discusso in particolare della questione della inidoneità, e in particolare dei circa 70 inidonei definitivi alla guida, da -piazzare- in altre occupazioni (30 di questi, come annunciato nei giorni, assumeranno il ruolo di controllori). Alcune unità, secondo quanto concordato, sarebbero state adibite a vigilanza interna armata, altre a sostituire la Ventura (che ieri ha ottenuto il pignoramento di 1,2 milioni di euro dall’azienda) nella manutenzione delle vetture del Tram e della tranvia, altri ancora per il servizio carrattrezzi, che dovrebbe passare all’Atm secondo un impegno assunto dal commissario Grasso. Altra questione affrontata dal tavolo, una delle più spinose probabilmente, quella del personale cosiddetto -imboscato-, ovvero dei dipendenti distaccati dalle loro mansioni di pertinenza. Ultima, ma non meno importante, la rivalutazione dell’officina, definito dai sindacati «cuore pulsante dell’azienda».
Concordati questi passaggi, Conte ha emanato due ordini di servizio, entrambi mai applicati, e qui nasce il disappunto dei sindacati, che danno un -ultimatum- alla direzione: si dia seguito a quanto concordato, altrimenti incroceremo le braccia. Nel frattempo, mentre i commissari discutono con Sinatra su come affrontare il nuovo -buco- economico causato dal pignoramento chiesto e ottenuto dalla Ventura, sarebbe in dirittura d’arrivo il piano predisposto da Grasso e i suoi collaboratori per la trasformazione dell’Atm in Società per azioni. Una trasformazione rischiosa, però, in questo frangente, con i creditori costantemente dietro l’angolo.
