-Mai nessuno ha fatto tanto come questo Governo contro le mafie- hanno detto Berlusconi, Alfano e Maroni in conferenza stampa, rilanciando ulteriormente l'offensiva dello Stato nei confronti della criminalità organizzata che proprio in Calabria ha alzato il tiro nelle ultime settimane
Mai, in Calabria, si era svolta una seduta del Consiglio dei ministri: la seduta di Reggio ha i connotati di un evento tanto storico quanto importante; oltre ai contenuti del nuovo piano straordinario contro le mafie, c’è da sottolineare la continua offensiva dello Stato nei confronti della ‘ndrangheta dopo gli episodi bellicosi dell’organizzazione criminale calabrese nelle ultime settimane.
Subito dopo il Consiglio dei ministri, in conferenza stampa, il premier Silvio Berlusconi ha spiegato che il Governo -lavorava da mesi per questo piano straordinario antimafia, ed è stato un grande lavoro. Con questo piano, i nostri magistrati potranno fare meglio il loro lavoro contro le forze del male. C’era bisogno di questo codice antimafia, ne sentivamo l’esigenza. Tutte le mafie sono una grave patologia per il nostro Paese, ne risente anche la nostra immagine. Insieme alla mafia, combattiamo anche l’immigrazione clandestina da cui inevitabilmente traggono vantaggi le organizzazioni criminali. Ringrazio gli Italiani per la fiducia, ho il 68% di consenso secondo gli ultimi sondaggi e ne sono imbarazzato-.
Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto che -questo Governo ha ottenuto grandi successi nella lotta contro la criminalità organizzata con il 300% di azioni antimafia in più rispetto ai precedenti governi. Abbiamo introdotto nuove norme nel contrasto alla criminalità e aggredito i patrimoni mafiosi, mettendo in crisi la struttura organizzativa dei clan. Per decreto legge nascerà subito l’Agenzia Nazionale per la gestione e l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità, ed entro massimo 15 giorni potremo tornare a Reggio per insediarla; voglio ringraziare il Sindaco Scopelliti che ha già trovato la sede per quest’importantissima Agenzia che inizierà subito un censimento dei beni sequestrati e confiscati. Il contasto alla mafia si fa anche sostenendo in modo più efficace le vittime del racket e dell’usura: vogliamo far sentire la presenza dello Stato. Inoltre garantiremo la trasparenza negli appalti pubblici, promuovendo il ricorso alla stazione unica appaltante in tutte le province dove i sindaci ritengano per loro pericoloso fare appalti pubblici perchè soggetti a forti pressioni. Riproporremo il modello di L’Aquila per la ricostruzione dell’Abruzzo e a Milano per l’Expo con commissioni che vigilino sulle infiltrazioni della criminalità organizzata sugli appalti pubblici. Faremo la ‘white list’ delle aziende sane a cui potranno essere affidati gli appalti, e garantiremo la tracciabilità dei percorsi finanziari. Quando mi riunisco nei G6 e nei G8 tutti i Governi del mondo si complimentano con noi per quello che stiamo facendo contro la criminalità, e sono preoccupati perchè molte famiglie mafiose stanno pensando di andare in altri Paesi a fare affari perchè in Italia ci sono misure per loro troppo restrittive; altri Paesi si stanno organizzando per seguire il ‘Modello-Italia’ e prendere i nostri stessi provvedimenti-.
Da quando è in carica il nuovo governo Berlusconi, e cioè da poco meno di due anni, sono state effettuate 427 operazioni di polizia giudiziaria (+34% rispetto alla precedente legislatura), sono stati effettuati 4.236 arresti (+26% rispetto al periodo precedente) di cui 310 latitanti (+85% rispetto al periodo precedente). Tra questi sono stati arrestati 21 tra i 30 più pericolosi e 41 tra i 100 più pericolosi. Sono stati inoltre sequestrati 12.111 beni dal valore di 6.894 milioni di euro (+89% rispetto al periodo precedente) e ne sono stati confiscati 3.122 per un valore di 1.887 milioni di euro (+345% rispetto al periodo precedente). Sono stati inoltre sciolti 14 comuni per ingiltrazioni mafiose e recuperati, al 31 dicembre 2009, 1.592 milioni di euro nel fondo unico di giustizia.
Il guardasigilli, Angelino Alfano, è andato ancora oltre: -i Governi Berlusconi non hanno eguali nelle misure di contrasto antimafia, come testimoniano i fatti e non da parole. Contro la mafia non combatte da sola la magistratura, o da sole le forze dell’ordine, o da solo il Governo. Tutti insieme siamo una squadra: siamo l’Italia che combatte la criminalità. Le leggi del Governo Berlusconi hanno messo il Turbo alla lotta alla mafia. E oggi siamo a Reggio perchè consideriamo la Calabria una priorità; ribadiamo che lo Stato è presente e la nostra missione è quella di sconfiggere la ‘ndrangheta. Ho già inviato al consiglio superiore della magistratura, usando tutte le procedure d’emergenza, la richiesta dei sei nuovi magistrati da inviare a Reggio Calabria. Dopo due settimane non ho ancora avuto risposta, sarei grato che arrivasse al più presto. Da domani, con la pubblicazione del decreto legge, la parola ‘ndrangheta farà parte della legislazione nazionale: è un grande segnale culturale e un grande aiuto alla magistratura. Nascerà l’Albo degli Amministratori Giudiziari, nessuno potrà più dire che la mafia dà lavoro perchè quando saranno sequestrate aziende collegate con la mafia, non saranno chiuse ma verranno subito prese in mano dallo Stato-.
