L'iniziativa è promossa dalla Regione con grande ambizione ed è stata presentata stamani a Palazzo Campanella
Sorgeranno a Reggio Calabria un Centro di ricerca sulla Biodiversità Marina e sulla qualità ambientale un Laboratorio di Geofisica e vulcanologia per lo studio e la difesa ai terremoti.
La costituzione di questo polo scientifico e ambientale di grande qualità è dovuta all’impegno della Giunta Regionale che, con la delibera n° 59 del 28 gennaio ha approvato con voti unanimi la realizzazione di un progetto proposto dall’Assessore al Bilancio e Patrimonio Demetrio Naccari Carlizzi, e dall’Assessore all’Ambiente Silvio Greco.
Proprio Naccari e Greco hanno tenuto stamani una conferenza stampa in cui hanno presentato l’ambizioso progetto che vede coinvolti grandi enti scientifici locali, nazionali e internazionali.
Il centro sorgerà nell’immobile, di proprietà della Regione, dell’ex Ciapi, sito a Catona, nella periferia nord della Città, in via Figurella.
L’immobile si sviluppa su una superficie di circa 30 mila metri quadri, di cui 18 mila destinati a verde e impianti sportivi e la rimanente parte occupata da vari corpi di fabbrica che ospitano aule, laboratori, uffici, un’officina, una mensa, una palestra e un convitto: il centro era infatti nato per iniziativa della Cassa del Mezzogiorno al fine di promuovere e realizzare attività di formazione professionale nel settore dell’Industria.
L’Assessore Naccari ha spiegato che -ogni città ha dei luoghi simbolo, segno importante della memoria territoriale. Sono luoghi che indicano lo stato di salute e l’indice di una congiuntura di un determinato periodo. Con quest’importante iniziativa abbiamo intenzione di collegare questo luogo storico verso una prospettiva futura, nel segno di una città volta al progresso e allo sviluppo grazie a questo grande progetto-.
L’idea, ormai operativa, è quella di creare un Centro di ricerca sulla Biodiversità Marina e sulla qualità ambientale un Laboratorio di Geofisica e vulcanologia per lo studio e la difesa ai terremoti.
Le motivazioni della scelta sono spiegate dallo stesso Naccari: -Reggio e la Calabria hanno la necessità di realizzare un Centro per la Mitigazione del Rischio Sismico. Sono passati 101 anni dal devastante terremoto del 1908, e senza iniziative idonee e concrete tutti i convegni e le conferenze fatte nei mesi scorsi per ricordare quel tragico eventi sono solo manifestazioni pubblicitarie. Allo stesso modo, sul tema altrettanto discusso della Biodiversità Marina del Mediterraneo assistiamo da tempo a dotti e numerosi convegni che non si sono mai tramutati, fino a questo momento, in qualcosa di concreto. Per questo motivo l’iniziativa della Regione è particolarmente qualificante perchè Reggio dev’essere rappresentata in maniera idonea nel contesto del Mediterraneo, di cui dovrebbe essere una capitale-.
Nel merito del progetto, la Regione Calabria ha intenzione di realizzare un polo scientifico e ambientale di rilevanza internazionale con grandi eccellenze e qualità. L’Assessore Greco è intervenuto nel merito della strategia del progetto dicendo che -avremmo potuto fare tutto con le nostre competenze Regionali, coinvolgendo solo le università calabresi e le eccellenze di questa terra. Ma aborriamo la cultura dell’autoreferenzialità, e abbiamo coinvolto enti importantissimi riconosciuti a livello internazionale dalla comunità scientifica perchè solo sommando grandi realtà d’eccellenza il polo scientifico di Reggio Calabria potrà diventare un centro capofila a livello Mediterraneo e inserito nel network di studi e ricerche scientifiche internazionale-.
All’interno del progetto, infatti, oltre l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Università della Calabria di Cosenza (che sono i pilastri portanti dell’iniziativa) sono stati coinvolti enti molto prestigiosi con cui la Regione sta formalizzando convenzioni attuative: si tratta dell’IAMC (Istituto per l’Ambiente Marino e Costiero), il CNR (Centro Nazionale di Ricerca), l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), l’Università di Cagliari e l’Università di Siena.
L’intenzione è quela di avere un centro di grande competenza sulla biodiversità marina e sull’ambiente per lo studio, la valutazione, la gestione e la valorizzazione dell’ambiente marino e costiero della Calabria con particolare riferimento agli aspetti della biodiversità marina, oltre ovviamente al laboratorio di geofisica e vulcanologia per lo studio e la difesa dei terremoti. Il centro si propone l’implementazione delle più idonee attività di coordinamento e attuazione di progetti scientifici per la valorizzazione del territorio regionale con particolare riferimento alle specie animali e vegetali che popolano il mare e le acque interne della Calabria e dell’intero bacino Mediterraneo. In generale, tali attività si intendono volte alla caratterizzazione, promozione e tutela delle risorse naturali e degli ambienti naturali della Calabria.
Proprio la Calabria è stata individuata come luogo ideale per la creazione di una nuova sezione dell’INGV perchè rappresente la regione in cui più fortemente che altrove sono leggibili i segni dei terremoti non solo nel paesaggio ma anche nei caratteri abitativi, culturali e antropologici e proprio per questo motivo può essere realizzato uno dei più interessanti e promettenti laboratori italiani e dell’intera area Euro-Meiterranea per la comprensione del fenomeno sismico e per la riduzione dei rischi ad esso associati.
Proprio la particolare fragilità del territorio Calabrese, risultato storico di caratteri geologici propri e di usi antropici, potrà diventare oggetto di studi specifici e multidisciplinari, nonchè di processi più intensi di diffusione di informazioni scientifiche alla popolazione attraverso nuove campagne di comunicazione nelle scuole e progetti mirati nei confronti dei cittadini.
Inoltre il Laboratorio di geofisica e vulcanologia ha le potenzialità per diventare un punto di riferimento per una nuova stagione di studi e ricerche sui terremoti e sui maremoti della Calabria, sull’impatto di questi fenomeni ambientali e sismici sulla popolazione, sull’economia e sul patrimonio storico-architettonico di una Regione altamente segnata dalla sismicità.
Un progetto di questo tipo ha un grandissimo potenziale formativo e occupazionale, e non ha particolari problemi di reperibilità delle risorse perchè rientra nelle attività finanziate con i fondi POR per la Calabria.
L’ente attuatore del progetto è l’Arpacal, rappresentato dal Direttore Generale prof. Vincenzo Mollace che ha parlato di -un’importante scelta strategica. Sarà un centro competitivo, capace di autosostenersi, intercettando risorse comunitarie e nazionali-.
In rappresentanza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria è intervenuto anche il prof. Russo, spiegando che -già il nostro ateneo è un centro di ricerca di riferimento internazionale per alcuni settori di studio. Nell’analisi di una catastrofe, come può essere un terremoto, esistono tre settori di studio: l’evento, la vulnerabilità e l’esposizione. Noi siamo all’avanguardia internazionale nel settore dell’esposizione del rischio. L’Ingv è l’eccellenza per quanto riguarda gli altri due settori. Insieme potremo fare grandi cose per sviluppare grandi potenzialità scientifiche. Studiamo da anni le varie tematiche riconducibili alla riduzione del rischio dell’esposizione in un quadro di grande sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale. La riduzione del rischio è, per definizione, uno degli eventi base di un corretto rapporto sociale trasversale all’interno di tutta la popolazione, evitando che la distribuzione di morti e feriti in caso di catastrofi avvenga in base alle varie classi sociali-.
Il progetto è già operativo: in una settimana saranno formalizzate le convenzioni e poi le sedi dell’Arpacal diventeranno i locali di accoglienza del polo scientifico finchè non sarà riqualificata l’area del Ciapi a Catona, il cui progetto di ristrutturazione è già definito e finanziato e partirà nei prossimi giorni. Si tratta di un intervento di 350 mila euro che prevede la rimozione della pavimentazione in linoleum e dei battiscopa e la posa in opera di una nuova pavimentazione con relativo battiscopa. L’immobile versa in condizioni di degrado ed è interessato da presenza di fibre in amianto ed eternit. La Regione ha previsto un intervento radicale e definitivo delle parti interessate dall’amianto che consentirà di rendere fruibile l’area in cui sorgerà il polo scientifico e ambientale.
L’Assessore Greco ha spiegato che il 2010 è l’anno internazionale della Biodiversità e che la Regione Calabria -è stata la prima in Europa a fare qualcosa in tal senso, proponendo tre nuovi parchi Regionali, firmando il protocollo nazionale che vede la Calabria diventare il Centro Mediterraneo per la Conservazione delle Tartarughe Caretta-Caretta, e il Polo Scientifico di Reggio Calabria che presentiamo oggi con questa conferenza stampa. Per realizzare questo progetto abbiamo attivato un meccanismo virtuoso. La nostra Regione è la Regione principe, in Europa, per il turiso sostenibile e la sostenibilità ambientale. Facciamo questo centro affinchè vengano cooptate le risorse economiche disponibili in Italia, Europa e nel mondo, risorse che è impossibile avere senza le strutture adatte. Le prtnership con il CNR e l’INGV in partcolare sono importantissime, perchè sono enti che vogliono investire in competenze, intelligenze e anche in risorse-.
A margine della conferenza Stampa, Greco è intervenuto anche sul tema delle centrali Nucleari e della Centrale a Carbone di Saline Joniche: -fino a quando quest’Assessore e questa Giunta saranno in carica, nel territorio Regionale non ci sarà nessun tipo di Centrale a Carbone. Noi diciamo no al carbone in Calabria, anche se il Governo probabilmente nei prossimi giorni darà parere favorevole alla realizzazione della Centrale di Saline-.
E, sul Nucleare, ha aggiunto che -la Regione Calabria è stata la prima a impugnare il decreto del Governo sul nucleare. Abbiamo un Governo che pensa che ‘governare’ signifchi ‘comandare’. I cittadini sappiano che la sorpresina di questo Governo non è la centrale nucleare in Calabria, ma il sito di deposito delle scorie nucleari che è molto, molto, molto più grave. Certo non è la Calabria la Regione adatta allo smaltimento delle scorie nucleari-.
