«I settanta rom di San Raineri hanno diritto ad una casa». L’appello delle associazioni alle istituzioni

«I settanta rom di San Raineri hanno diritto ad una casa». L’appello delle associazioni alle istituzioni

«I settanta rom di San Raineri hanno diritto ad una casa». L’appello delle associazioni alle istituzioni

martedì 09 Febbraio 2010 - 13:53

In previsione del provvedimento di sgombero del campo, le associazioni cittadine si mobilitano in favore della comunità rom

Una conferenza voluta per ricordare che anche loro, i rom di Messina “rifugiati” nel campo di San Raineri hanno diritto ad avere una casa e a non essere cacciati all’improvviso in quella che per anni è stata la loro comunità. A rivolgere l’appello ai rappresentanti delle istituzioni (pur se non presenti), i rappresentanti dell’Arci Territoriale, del Circolo Arci “Thomas Sankara”, della Caritas Diocesana, della Fondazione “Migrantes”, della Comunità di Sant’Egidio, dell’associazione Rom “Baktallo Drom”, della Chiesa Evangelica Valdese, dell’Associazione Comunitaria Filippina, del Cesv – Centro Servizi per il Volontariato, delle associazioni “Nuovi Orizzonti” e Terra e Cielo, e della Casamatta della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e del Partito della Rifondazione Comunista di Messina.

Questa mattina infatti i “portaovoce” delle comunità presenti sul territorio cittadino, hanno convocato un incontro per mostrare tutto il proprio dissenso nei confronti di un provvedimento che ha “preso forma” nella giornata del 2 febbraio, quando alle cinque del mattinao, un gruppo d vigili urbani è entrano nel campo Rom di San Raineri dando via ad un’operazione di “schedatura” delle persone presenti in modo da distinguere coloro in possesso di regolare permesso di soggiorno da coloro che invece ne erano sprovvisti. In previsione dunque dell’annunciato sgombero, le associazioni messinesi chiedono un incontro al Prefetto e al Questore di Messina per affrontare insieme l’emergenza, nella garanzia del rispetto dei diritti umani delle circa 70 persone che vivono nel Villaggio Fatima di San Ranieri.

“Occorre, infatti, garantire loro – affermano gli esponenti dei gruppo promotori dell’iniziativa – il diritto all’alloggio e, per le persone sprovviste di permesso di soggiorno, bisogna concedere loro il permesso di soggiorno umanitario, in quanto provenienti dal Kosovo e impossibilitati ad avere un passaporto perché il loro Paese di origine, la Jugoslavia degli anni Novanta, non esiste più. Chiediamo alle istituzioni che per queste persone vengano individuate soluzioni abitative. Gli immobili che nel corso degli anni sono stati indicati alle istituzioni, come l’ex Opera pia in via Scandurra, a Contesse, lasciata nel degrado e mai utilizzata, non sono stati presi in considerazione. Non c’è più tempo da perdere se non si intende lasciare al freddo, senza casa e senza soluzioni, queste persone. In particolare, intendiamo fare fronte sociale con tutte quelle realtà, dalle scuole che frequentano i bimbi e ragazzi alle associazioni e realtà che intendano dire “no” alla perenne indifferenza delle istituzioni cittadine nei confronti degli ultimi, di coloro che vengono discriminati per la loro appartenenza alla comunità rom, nel segno di pregiudizi che vanno combattuti sul piano culturale”.

(foto Dino Sturiale)

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