Un'immagine d'epoca restituisce la storia di un vecchio fanale nell'area di Torre Faro
Nell’area di Capo Peloro, dove sono stati liberati dalla sabbia i tre cannoni comunemente conosciuti come i “cannoni di Garibaldi”, sarà recuperata anche una antica postazione di segnalamento, ormai quasi del tutto scomparsa, che fu operativa quale segnalamento marittimo nello Stretto prima del 1935, anno in cui fu riattivata la lanterna di Capo Peloro, in disuso dopo il sisma del 1908.
L’intendimento dell’assessore alle politiche del mare, Pippo Isgrò, al quale era stata consegnata da un vecchio pescatore, oggi scomparso, un’antica foto (l’immagine correlata all’articolo) del segnalamento risalente agli anni trenta, proprio nei pressi dell’attuale traliccio dell’ex elettrodotto, è di ricostruire la struttura, costituendo insieme ai tre cannoni, un momento espositivo per ricordare le vicende del particolare sito sullo Stretto di Messina. Una progettazione in tal senso sarà avviata per la fruizione di tali testimonianze storiche. Il segnalamento marittimo doveva costituire, per i naviganti dello Stretto di Messina, un punto di riferimento per condurre in sicurezza la navigazione, in vista di una zona particolarmente insidiosa della costa per le forti correnti marine presenti.
La torre-faro di Capo Peloro è sempre stata infatti, anche per tali motivi, uno dei più importanti del Mediterraneo ed è fatta risalire al XII secolo, anche se l’estrema punta della Sicilia potrebbe essere stata sede di segnalamento marittimo in epoche più remote.
