La notizia, data dal nostro giornale cittadino “Gazzetta del sud”, si limita alla approvazione da parte del consiglio comunale della delibera di presa d’atto del provvedimento CIPE (settembre 2008) relativo alla reiterazione dei vincoli preordinati agli espropri sugli immobili interessati dalla realizzazione del Ponte.
In effetti la notizia è alquanto più articolata: secondo quanto riportato anche da “tempo stretto” in data 16/03/10, è stato deliberato che “gli eventuali oneri per gli indennizzi dovuti a favore dei proprietari degli immobili gravati dal vincolo, saranno a carico della concessionaria Stretto di Messina S.p.A (nella qualità di soggetto aggiudicatore) la quale vi farà fronte con mezzi propri”. Il Consiglio ha votato favorevolmente il provvedimento (presenti 29; 19 favorevoli, 4 contrari e 6 astenuti) che consentirà l’esclusione del Comune di Messina da eventuali ricorsi risarcitori di privati avverso procedure espropriative di aree su cui, per sopravvenute disposizioni, sono variati i vincoli previsti dal Prg.
Una prima riflessione è che, ancora una volta, l’opinione dei cittadini messinesi, che attingono informazioni prevalentemente o esclusivamente dalla “Gazzetta del Sud”, è occultata o storpiata, si continua a enfatizzare a grandi titoli ogni notizia che riguarda la “grandezza” e gli “incalcolabili benefici” dell’opera, e a occultare quanto di negativo (ed è davvero tanto) possa essere affermato in proposito. Contemporaneamente non viene evidenziato il totale disinteresse degli organi Istituzionali, nazionali e regionali, sul dissesto idogeologico della città e della sua provincia. Forse più che di una società “Stretto” il territorio necessiterebbe di una società “Dissesto Ideogeologico”.
Altra riflessione che appare chiara è che ancora una volta il PD fa da salvagente alla maggioranza, cosa che fa riflettere chi alle ultime elezioni comunali ha votato PD anche, o soprattutto, perché nelle intenzioni dell’ex sindaco e leader, Francantonio Genovese, era stata manifestata una netta contrarietà al progetto Ponte. Si consulti a tal proposito “centonove” -10 giugno 2005- in cui, da vicecoordinatore regionale, Genovese dichiarava: “La Stretto spa? Fa disinformazione”; e sull’impatto sociale: “Sarà un progressivo peggioramento della qualità della vita!”
Quanto alla società Stretto, la somma di appena 5 milioni di euro da destinare agli espropri appare assolutamente ridicola. Basti pensare che Eurolink, consorzio con capofila Impregilo che si occuperà della realizzazione del Ponte, si è vista riconoscere a settembre dalla “Stretto” una maggiorazione sul compenso di 1 miliardo e 90 milioni in più rispetto al corrispettivo pattuito nel 2005 (da 3.879.600 a 4.969.530). Tale aggiornamento è giustificato da Ciucci (A. D. della Stretto di Messina) con la necessità di adeguamento del valore di base definito con la gara, alla dinamica dei prezzi e dei costi intervenuta e prevista tra il 2002 (chiusura del progetto preliminare) e il 2011 (data presunta dell’approvazione del progetto definitivo).
Non mi soffermo sulle ampie valutazioni già espresse in vari documenti del “Centro Studi per l’Area dello Fortunata Pellizzeri”, dal prof. Guido Signorino, sull’andamento al ribasso dei costi dell’acciaio, sulle contraddizioni tra aumento dei costi e il limitato valore finale dell’opera; e neanche sull’esistenza o meno delle paventate penali da pagare a Eurolink (probabilmente le penali avrebbero dovuto essere pagate solo nell’ipotesi in cui si fosse verificato uno stop dopo l’inizio dei lavori del ponte); mi astengo dal commentare le affermazioni del nostro presidente della Provincia, secondo il quale il Ponte porterà lavoro e turismo e nessuna devastazione di territorio; e non voglio neanche addentrarmi nella distinzione tra “opere propedeutiche” e “opere compensative” al ponte, sulle quali ho impressione che regni ancora tanta confusione!
Ciò che mi piacerebbe, in questa sede, è porgere alcune domande a tutti gli Organi competenti, in particolar modo al dr. Ciucci, al sindaco e al presidente della provincia di Messina, nonché al ministro delle infrastrutture e al presidente del Consiglio:
in che modo pensate di rispondere ai rilievi della Corte dei Conti circa la necessità di aggiornamento delle stime di traffico “anche non coerenti con il quadro economico della sopraggiunta congiuntura economica”? Quali misure di approfondimento pensate di adottare sul tema della fattibilità dell’opera? In che modo sarà attuata una attenta valutazione delle questioni ambientali sottese alle ulteriori attività di progettazione e realizzazione del Ponte al fine di rendere compatibile l’intervento con le misure di tutela dell’area e adeguamenti che risultno necessari in sede progettuale?
Tra i problemi ambientali e territoriali io credo siano da includere le modalità di esproprio e di finanziamento che non può essere irrisorio (5.000 di euro è una cifra assolutamente ridicola) per i terreni e gli immobili soggetti ad esproprio.
Le notizie sono sempre più confuse e approssimative, meno di un anno fa l’onorevole Miccichè in una dichiarazione di stampa parlava di uno stanziamento del CIPE di 700 milioni di euro per gli espropri, notizia che oggi appare più che mai manifestamente infondata.
Ove mai si dovessero aprire i cantieri le famiglie che dovrebbero immediatamente abbandonare le proprie abitazioni residenziali saranno circa un centinaio. Sarebbe interessante come si pensa di procedere allo sgombero: come sarà quantificato il valore delle abitazioni? In che tempi verrà corrisposto l’indennizzo? Per acquistare nuove case gli espropriati dovranno anticipare l’importo?
Il disagio degli abitanti della zona nord è sempre più pesante ci si sente “ospiti” in casa propria fin quando questa faccenda non sarà finalmente chiarita! Se non siamo cittadini di serie B abbiamo bisogno di risposte “immediate”!
