Viaggio tra i “cantieri” del Ponte da Torre Faro e Granatari. Lunedì si sposterà la trivella della Eurolink

Viaggio tra i “cantieri” del Ponte da Torre Faro e Granatari. Lunedì si sposterà la trivella della Eurolink

Viaggio tra i “cantieri” del Ponte da Torre Faro e Granatari. Lunedì si sposterà la trivella della Eurolink

venerdì 25 Giugno 2010 - 13:32

Sopralluogo della commissione Ponte presieduta da Nicola Barbalace. Che ha ribadito l’esigenza che siano prioritarie le opere a terra chieste della città, invitando Ciucci e Fiammenghi a chiarire alcuni aspetti

Lo hanno definito il primo “cantiere” del Ponte. In realtà si tratta di un obbrobrio simile ad uno di quei robot che tanto piacciono ai ragazzini, in grado di perforare la strada fino a 100 metri sottoterra, e niente altro. Non c’è nemmeno un cartello che ti possa far capire chi sta facendo cosa. Anche se poi i faroti chi e cosa si sta facendo lo sanno già. E in gran parte lo temono. Stamattina la commissione Ponte di Palazzo Zanca, “capitanata” dal presidente Nicola Barbalace, ha effettuato un sopralluogo nel “cantiere”. Lì, in via Circuito, dove un complesso residenziale che dovrà essere completamente espropriato, il “Due Torri”, col suo nome ha anticipato i tempi, perché proprio in quella zona, dove insiste anche un ristorante che giocoforza non ci sarà più, il Gitanos, verrà piazzata una delle due torri del Ponte. La torre “messinese”. Nel famoso romanzo di Tolkien, secondo episodio del noto il “Signore degli Anelli”, il titolo, “Le due torri”, dovrebbe indicare (c’è una disputa letteraria al riguardo) la contrapposizione tra la torre dei “cattivi” e quella dei “buoni”. Qui la distinzione non c’è.

O meglio, c’è ma è quella storica. Tra chi ritiene “buone” entrambe le torri perché il Ponte s’ha da fare e chi, invece, le definisce “cattive” agitando l’ormai immancabile bandierina del “No al Ponte”. Di bandierine così ce ne sono tante, a Torre (rieccolo, questo termine) Faro, anche in quella via Circuito che da qualche settimana, per un piccolo tratto, è stata recintata per far spazio alla “trivella-robot”. Le torri sono certamente “cattive” per quei faroti che stamani, chi pedalando sotto il sole in bicicletta, chi passando incuriosito con lo scooter, non ha nascosto tutto il proprio disappunto per quanto sta accadendo nel loro borgo. «Bravi, bravi!», s’è lasciato scappare un uomo coi capelli bianchi. Quasi un rimprovero alla commissione che, in realtà, poco o nulla può fare su un’opera che, piaccia o meno, passa in gran parte sopra la testa dei messinesi, sia metaforicamente che strutturalmente.

Tornando alla trivella, il curioso macchinario, della Eurolink e non del monitore ambientale, la Fenice (che sta effettuando altre “indagini” in incognito), già lunedì dovrebbe cambiare carreggiata di via Circuito, quella lato mare, ma per un tratto più lungo rispetto a quello dove si trova attualmente. Effettuerà anche lì i sondaggi. A spiegarlo ai curiosi consiglieri comunali (presenti, oltre Barbalace, il presidente del Consiglio Previti, e poi Ansaldo, Capillo, Messina, Pergolizzi, Spicuzza e Tamà) l’ing. Giovanni Caminiti, dirigente dell’ufficio Programmi complessi del Comune, armato di mappe con il progetto preliminare della Stretto di Messina.

Qualche consigliere ha appreso per la prima volta che il Ponte non partirà dalla “punta” di Faro, dove oggi si trova l’amato pilone, ma proprio da dove oggi si trova il complesso “Due Torri”. Lì si troverà l’unico pilone del manufatto che salirà, con un lungo viadotto, fino a Granatari. Dove oggi si trova il cimitero. La commissione, dunque, dopo un sano caffè, si è trasferita proprio a Granatari. L’ing. Caminiti ha spiegato che la Stretto di Messina progetterà una viabilità alternativa per aggirare quella che diventerà una delle più importanti aree di cantiere del Ponte (lì dove oggi si trovano i campetti di calcetto antistanti il cimitero), mentre è in fase di definizione una variante per evitare che i cavi del Ponte “cozzino” con le cappelle più alte del cimitero. Cimitero che, stando alle previsioni, dovrebbe essere addirittura ampliato.

L’ultima tappa del “tour” il torrente Papardo, dove in un area ancora “X” (nota ai progettisti, non al “pubblico”) sorgerà la stazione della metropolitana, punto strategico di raccordo tra università, ospedale e, più a valle, il pontile della Metromare. Comitato d’accoglienza per i consiglieri: la classica catasta di rifiuti (materassi, mobili e quant’altro), giusto per ricordare dove siamo e dove viviamo. Fine del giro. Oggi si sa poco o nulla più di ieri. In realtà si sa poco o nulla di tutto. E il primo che vorrebbe saperne di più è proprio il presidente della commissione Ponte Barbalace. Il quale ha ribadito che «è prioritario che vengano realizzate le opere a terra e tutti gli interventi e piani indicati nella delibera sulle opere connesse esitata nel gennaio scorso dal consiglio comunale e che è stata argomento di un lungo dibattito approfondito nell’ultima parte del 2009 da parte della commissione». Barbalace concentra la sua attenzione «soprattutto sui piani di inserimento delle maestranze locali e dei professionisti locali, oltre che l’inizio dei lavori della nuova stazione ferroviaria di Gazzi, del nuovo approdo marittimo, dei collegamenti viari e di tutte le opere che per convincimento della commissione sono comunque necessarie per far ripartire la città». Per questo è stato reiterato l’invito, finora disatteso, al commissario straordinario della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ed al direttore tecnico, Giuseppe Fiammenghi, a partecipare ai lavori della commissione per almeno cinque date entro il 10 agosto. Giusto per saperne e capirne un po’ di più.

(foto Dino Sturiale – in fotogallery altre immagini)

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