Lo stadio di Viale Gazzi tornerà centrale nella prossima stagione calcistica. Un'attesa lunga 22 anni
MESSINA – Ecco il nuovo Celeste a Messina con l’obiettivo di riaprirlo entro l’anno. Dopo aver rinnovato l’interno, con le tribune, e qualche settimana fa aggiunto un nuovissimo manto erboso, i lavori allo storico stadio cittadino “Giovanni Celeste” si sono spostati all’esterno dove nella giornata di giovedì è stata scoperta la nuova intestazione rinnovata. Lo stadio di Viale Gazzi tornerà centrale nella prossima stagione calcistica indipendentemente dalla categoria.




Si tratta di un lavoro scandito da più fasi. Da un lato i lavori originari del Pnrr, curati dal Consorzio Santachiara, che hanno riguardato spogliatoi e il nuovo manto sintetico. Dall’altro, l’avvio della manutenzione su Tribuna A e Curva Sud affidata alla Longobucco Costruzioni. Infine, la programmazione per la Nord e la Gradinata, che include la revisione totale degli impianti elettrici e idrici.
“L’attesa del Celeste lunga 22 anni”
Così l’ex sindaco e ora ricandidato Federico Basile (foto tratte dalla sua pagina Fb): “Era il 5 giugno 2004 quando per l’ultima volta ho visto aperto in tutto il suo splendore un posto che è un pezzo di cuore di sportivi e dei messinesi. Il Celeste era la mia sfida: poterlo riaprire e restituire a chi, come me, ha pianto, ha gioito e sempre tifato per i colori giallorossi. Così, questo stadio, tornerà a essere il riferimento per tutti gli sportivi e le generazioni future che qui potranno giocare, divertirsi e amare Messina più che mai”.


Basile tifoso del Messina? e io sono Cristiano Ronaldo ……lo scorso anno, durante la crisi post “cessione” a Cisse Alaimo tutto è sembrato tranne che un tifoso del Messina. Ancora rido se penso quando disse che non riusciva a parlare al telefono con Pietro Sciotto…..sappiamo tutti che aveva le mani legate per via dell’apparentamento politico con il vice presidente del Messina Onorevole Sciotto….. a Messina non tutti siamo muccalapuni
Finalmente! Qui c’è stata la promozione in A ma per chi lo ricorda, come l’anziano sottoscritto, abbiamo visto la prima serie A dei campionati 1963/64 e 1964/65. Questo è il posto dove, quando le squadre entravano in campo, la terra tremava e il Messina giocava in “12”
Come mai Scurria non si è preso il merito?…….
Sembra che tutto quello di positivo che succede a Messina sia opera sua e dei partiti che lo appoggiano.
Questa notizia gli deve essere sfuggita.
Ma che ne sa Basile del Giovanni Celeste? Non conosce neppure la storia di questo stadio né il clima che c’era negli anni 60/70. Ma io c’ero e lo posso testimoniare! Gli autobus da quanto erano pieni tenevano le porte aperte e già all’una il campo era stracolmo. Le partite cominciavano tutte alle due e mezza. L’altoparlante del Celeste così recitava: al giocatore del Messina che segnerà la prima rete verrà donata una confezione di Caffè Barbera! Quando l’ora scocca focaccia La Rocca! Viene a comprare da Sciolto i grandi magazzini Sciolto. Ogni moderna scarpa troverai cose che solo Sciolo ti sa dar. Siolto di qua Sciolto di La chi calza la sua scarpa in paradiso se ne andrà. Queste erano alcune divertenti pubblicità che sentivamo prima della partita. Basile non sa nulla del Celeste, è un profano. Ricordo tutto di quegli anni. Avevo 14 anni quando il Messina fu promosso in seria A sotto la guida del livornese Umberto Mannocci uno che non dimenticò mai Messina e la sua esperienza fantastica con Rossi, Dotti, Stucchi, Radaelli, Ghelfi, Landri, Calzolari, Fascetti, Calloni, Canuti e Brambilla. Quel Messina è stato fantastico vinse il Campionato 62/63 per la gioia di noi ragazzi che spesso entravamo al Celeste senza biglietto scavalcando il muro via Via Oreto. E rischiavamo di molto perchè in cima al muro c’erano i vetri! Ma il nostro amore per il Messina era grande! Che ne sa Basile del Celeste! Il profumo di erba, l’olio di canfora nei polpacci dei giocatori, la palestra accanto dove una povera donna lavava e stirava le magliette dei giocatori perche in quegli anni le magliette si lavavano e si stiravano. Sembra una favola che noi abbiamo vissuto in prima persona caro Basile. Tu non sai nulla del Celeste e fai meglio a tacere.
come non concordare con nunme??? ci pensate oggi si sono anche presi la paternita della trasmissione Rai ” L’anno che verra 2028″
Dal numero di pollici giù al commento di Giovanni, delle due l’una: o questo giornale è letto da molti Catanesi o alcuni Messinesi sono stati rapinati. Del cervello.
Il Celeste può essere nel2026 solo uno stadio a supporto dell’attività agonistica e non per la città, non certo lo stadio su cui fondare le speranze di rinascita del calcio. Il calcio moderno e sostenibile passa da stadii polifunzionali, con aeree commerciali, spazi ampi. La vera scommessa è rendere il San Filippo un vero stasio moderno con copertura e strutture fruibili h 24. Il Celeste può essere il museo, la storia, il campo di allenamento e a sostegno delle altre realtà cittadine, come le squadre giovanili. Una vera amministrazione guarda avanti, non dietro. Complimenti per chi ha realizzato la scritta con i seggiolini completamente decentrata e quella all’estero dello stadio con gli spazi non omogenei tra le lettere. Non era facile ma ci sono riusciti… Messina sveglia!!!
Il sindaco DeBasile ha vinto… il Celeste al Messina, il San FIlippo ai concerti fino alla sua alienazione… un po’ come il tram… finalmente bloccato per sempre… Messina e messinesi AVANTI!