Tomasello, Lagalla e Recca hanno sottoscritto un documento unitario ed invitano la Regione a rimodulare i finanziamenti regionali tenendo conto che la Kore di Enna intende mantenere lo status di Università privata
I Rettori delle Università Statali Siciliane di Palermo, Catania e Messina hanno stretto un’alleanza di ferro per salvaguardare il ruolo pubblico dell’istituzione culturale che rappresentano.
Roberto Lagalla , Antonino Recca e Francesco Tomasello sono, infatti, firmatari di un documento unitario sulla riorganizzazione degli studi universitari a livello regionale.
I tre rettori rivendicano, in particolare, il ruolo centrale e la leadership delle Università Statali, nel rispetto delle regole e dei requisiti di legge e nei limiti dei finanziamenti pubblici”.
Prendendo atto della volontà dei vertici della Fondazione Kore di Enna, che hanno rivendicato il loro potere decisionale e la loro autonomia come Università privata, Tomasello, Lagalla e Recca ”riaffermano che le Università Statali Siciliane vigileranno, in cooperazione con il MIUR, sul pieno rispetto dei requisiti minimi e qualificanti dei Corsi di Studio, in ambito regionale”.
Chiedono inoltre alla Regione Siciliana “di ponderare il supporto finanziario e strutturale del sistema formativo pubblico e della ricerca siciliano, tenendo conto del diverso ruolo degli Atenei statali e di quello privato. I tre rettori sono convinti sia necessario sostenere il l decentramento, in termini di risorse umane e finanziarie, con il concorso degli Enti Locali. “ Entro questi limiti, con senso di responsabilità – si legge nel documento- l’Università di Catania e di Messina, con riferimento al comprensorio di Siracusa e Ragusa e l’Università di Palermo nella Sicilia occidentale, Agrigento, Caltanissetta, Trapani, propongono l’istituzione di Poli dotati di crescenti livelli di autonomia (mediante organismi di coordinamento con gli Enti Locali) che, nell’arco di cinque anni, possano portare alla realizzazione di strutture autonome federate, nello spirito del DDL Gelmini.
Gli Atenei statali siciliani chiedono al MIUR “di vigilare, fin dall’anno accademico 2010/2011, che i Corsi di studio attivati, sia per le statali che per la Kore di Enna, posseggano i requisiti previsti dalle normative vigenti; e di definire formalmente gli atti conseguenti alla pre-intesa già sottoscritta, tenendo presenti le modificazioni del quadro di riferimento derivanti dalle considerazioni fin qui esposte”.
“Resta inteso- scrivono Tomasello, Lagalla e Recca – che dovranno essere identificate, anche di concerto con la Regione e con i competenti Enti Locali, le risorse, già programmate nel piano triennale, necessarie per qualificare i processi ed assecondare le strategie di cambiamento del Sistema universitario regionale, con particolare riferimento alla rimodulazione della presenza territoriale degli Atenei. Alla luce della volontà formalmente espressa dalla Kore di mantenere lo status di Università privata concludono- si invita la Regione Siciliana a riconsiderare le modalità di ripartizione dei finanziamenti, tenuto conto del fatto che le Università statali stanno mantenendo la contribuzione studentesca a livelli socialmente sopportabili.
