-I grandi risultati fin qui ottenuti, senza precedenti nella storia d’Italia, dimostrano che la legalità e la sicurezza sono la stella polare della nostra azione-. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato così l’operazione ‘Pettirosso’, con cui i carabinieri e la procura antimafia di Reggio Calabria hanno smantellato una cosca criminale tra le più pericolose della ‘ndrangheta.
-Nei prossimi tre anni – ha aggiunto Berlusconi – continueremo ad operare con decisione per liberare la Calabria e l’Italia da tutte le organizzazioni criminali-.
Il premier ha poi sottolineato poi l’operazione, che ha portato al sequestro di beni per un valore di circa 10 milioni di euro, sia -un’altra conferma della validità e dell’efficacia delle norme varate dal governo per contrastare il crimine organizzato-.
Sono otto le persone finite in manette, nelle prime ore di oggi, nel contesto dell’operazione ‘Pettirosso’, contro presunti espopnenti della ‘ndrangheta. Nei confronti delle persone arrestate si ipotizzano i reati di associazione mafiosa, favoreggiamento, porto e detenzione illegale d’arma da fuoco. Nel corso delle indagini sono stati individuati, complessivamente, 14 bunker, tra container interrati e rifugi abilmente celati all’interno di abitazioni. I container, provenienti, secondo gli investigatori, dal porto di Gioia Tauro, venivano prima attrezzati di impianto elettrico ed idraulico e quindi interrati per diventare rifugi inviolabili per i boss. In queste -proprietà- si svolgevano anche summit mafiosi. Stamani i carabinieri hanno sequestrato anche beni immobili per un valore di dieci milioni di euro riconducibili alla cosca Bellocco di Rosarno, una delle più potenti dell’intera ‘ndrangheta.
Tra gli arrestati, nello specifico, ci sono accusati di aver favorito la latitanza di Gregorio e Giuseppe Bellocco dell’omonima consorteria mafiosa di Rosarno, catturati dagli uomini del Ros dei carabinieri rispettivamente nel 2005 e nel 2007, quando entrambi figuravano nell’elenco dei i trenta latitanti più pericolosi d’Italia.
Peppe Caridi
