Il presidente della municipalità invia l’ennesima nota all’assessore Capone e al sindaco Buzzanca per conoscere il futuro dell’incrocio stradale di cui, almeno su carta, si attende la riapertura dallo scorso mese di febbraio. Russo: “Che ci siano resistenze all’interno degli organi amministrativi?”
La sensazione è netta, e non lascia spazio a dubbi. Un ultimatum messo nero su bianco con cui il consiglio della V circoscrizione informa l’amministrazione della possibilità, ormai sempre più concreta, di vibranti proteste da parte della cittadinanza per la mancata riapertura dell’incrocio viale della Libertà/via Brasile. Il provvedimento siglato oltre 5 mesi fa dal sindaco Buzzanca (era il 19 febbraio 2010) per rendere nuovamente possibile la svolta delle auto lato monte, rimane lettera morta.
Tante le scuse accampante negli ultimi mesi dai rappresentanti dell’amministrazione, con in testa l’assessore alla mobilità Melino Capone e il dirigente del dipartimento mobilità Domenico Manna, per giustificare la mancanza di interventi. Interventi che peraltro lo stesso dirigente Manna, d’accordo con la posizione seguita dalla Municipalità, ritiene necessari per cercare di migliorare la viabilità nella zona del viale della Libertà, dove il problema principale rimane quello della sosta selvaggia in seconda fila.
Il presidente della V circoscrizione Alessandro Russo, in una nota inviata all’amministrazione comunale, sottolinea come i residenti della zona di San Licandro e peraltro firmatati di una petizione contro la chiusura dell’incrocio inoltrata al Ministero dei Trasporti (er il 2009 ndr), siano persino disposti alla forzatura dei blocchi di cemento che sono presenti sull’intersezione. Le spiegazioni giunte finora da Palazzo Zanca non bastano infatti più a “tenere buono” proprio nessuno: la ripavimentazione di via Brasile è infatti stata terminata diversi mesi fa, lo stesso dicasi della collocazione e della prova dei semafori intelligenti necessari per regolare il flusso tranviario. Tutto fa dunque pensare, come ipotizzato dallo stesso presidente Russo, a ben altre ragioni che impediscono la riapertura, ragioni che “volendo dare credito alle voci che si odono, sarebbero da attribuire a cause di ostacolo interno da parte di organi dell’amministrazione cittadina che, inspiegabilmente – continua – visti i dati ufficiali del Dipartimento Mobilità, oppongono resistenze che si ritengono pretestuose, nocive e propriamente minatorie sull’azione politica di questa città”. Resistenze che, andando per esclusione in tema di viabilità stradale, potrebbero forse giungere dal comando di Polizia Municipale.
Ipotesi a parte, l’esponente del V quartiere coglie l’occasione per sottolineare come la mancata attuazione del provvedimento sindacale, favorisce svolte abusive attraverso i passaggi pedonali, da parte di scooter e automobili che “creano sì condizioni di vero e serissimo problema per la sicurezza stradale e non, come paradossalmente viene attribuito, ad un incrocio che sarebbe riaperto con regolamentazione semaforica” conclude il presidente Russo.
