Il deputato del Pd: «Vi è più di un motivo per ritenere che si siano volute trasferire all’esterno attività che potevano essere svolte con risorse professionali interne»
«La Regione avvii un’ispezione presso la Camera di Commercio di Messina per far luce sulla ‘parentopoli’ all’Azienda Speciale Servizi, dove tutti gli assunti avrebbero legami di parentela con amministratori e dirigenti della Camera di Commercio». Lo chiede Filippo Panarello, deputato regionale del Pd, che ha presentato una interrogazione al presidente della Regione e all’assessore alle Attività produttive (sulla vicenda vedi gli articoli correlati). «L’Azienda Speciale Servizi – prosegue – è stata creata alcuni anni fa con l’obiettivo di sostenere l’attuazione di progetti a favore delle imprese, ma vi è più di un motivo per ritenere che si siano volute trasferire “all’esterno” attività che potevano essere svolte con risorse professionali interne. L’Azienda è, di fatto, finanziata dalla Camera di Commercio che ha chiuso il 2007 con un passivo di otto milioni di euro. In questo scenario, di fronte a puntuali richieste di chiarimento da parte delle organizzazioni sindacali sulle modalità e sui criteri di assunzione del personale, non è stata fornita alcuna spiegazione».
«Nel massimo rispetto dell’azione già intrapresa dalla magistratura – dice il deputato del Pd – la Regione deve avviare un’ispezione per accertare i fatti, anche in relazione ai poteri di vigilanza e controllo che la legge assegna alla Regione stessa». Nell’interrogazione Panarello chiede inoltre di «verificare, in particolare, le date delle assunzioni effettuate dall’Azienda e le procedure utilizzate, anche per valutare la loro conformità con la legge regionale del 2007 che impone anche alle società partecipate da Enti pubblici regionali di reclutare il personale con procedure di evidenza pubblica, e con la delibera della Giunta di governo del 29 dicembre 2008 che vieta le assunzioni negli Enti pubblici regionali o sottoposti al controllo della regione e delle società partecipate».
