Oggi è la giornata contro l'omobilesbotransfobia. Dal Comitato Arcigay Makwan Messina Aps traccia un bilancio drammatico
MESSINA – Contro l’omofobia e per i diritti LGBTQIA+. Oggi è la Giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia. E il Comitato Arcigay Makwan Messina Aps (nella foto il presidente Rosario Duca) traccia “un bilancio drammatico ma determinato sullo stato dei diritti Queer in Italia, unendo le rivendicazioni nazionali alle urgenti scadenze politiche del territorio. Assistiamo a una preoccupante recrudescenza di comportamenti omobilesbotransfobici e alla sconsiderata valorizzazione di figure che hanno fatto dell’odio la propria bandiera, specialmente all’interno dello scenario politico”.

È solo di qualche giorno fa, infatti, la richiesta, avanzata dal presidente di Arcigay Makwaan Messina Aps “ai e alle candidatə a sindaco, a isolare i soggetti omofobi. Tuttavia, a questo appello da una parte è stato opposto il silenzio, dall’altra abbiamo subìto attacchi frontali. C’è chi si è spinto a difendere chi, pubblicamente e a mezzo social, ha definito “pervertiti” i partecipanti al Pride, o chi orgogliosamente scriveva “meglio omofobi che sodomiti”. Non ci interessano le roboanti frasi di circostanza scritte nei programmi elettorali se poi si decide fermamente di designare o sostenere persone che non abbiamo timore di definire omofobe. Le parole hanno un peso, i comportamenti ancora di più. Di fronte a dati così allarmanti, il nostro compito non è solo quello di vigilare, ma di contrastare con forza chiunque decida di candidare o legittimare simili personaggi”.
Si legge sempre nella nota: “Non ci lasceremo intimidire. Sul fronte dei diritti delle persone LGBTQIA+ ci troveranno sempre in piedi, a testa alta. Risponderemo a muso duro, se necessario, perché non permetteremo alcun arretramento. Difenderemo ogni singola persona Queer con tutte le nostre energie e riterremo corresponsabili di qualsiasi eventuale episodio di violenza sia chi oggi candida e designa questi soggetti per accaparrarsi qualche voto, sia chi pensa di pulirsi la coscienza dietro il paravento del silenzio. Noi non staremo zitti. Perché il silenzio uccide, e di sofferenza e di vite spezzate ne abbiamo già avute troppe. Non ne accetteremo altre”.
L’appello alle forze politiche a isolare gli omofobi, quadro preoccupante di aggressioni e violenze
E ancora: “A dare slancio a questa riflessione sono i temi emersi nel corso del recente incontro nazionale a Roma “Verso il 17 maggio: dati, urgenze e prospettive politiche sui temi LGBTQIA+”, svoltosi alla presenza di numerosə esponenti del campo politico progressista, del mondo associativo nazionale e delle realtà impegnate sul fronte dei diritti. Un momento cruciale che ha confermato l’autorevolezza e il ruolo centrale che Arcigay continua ad avere nel dibattito pubblico del Paese. Particolarmente significativo è stato l’intervento del segretario generale nazionale, Gabriele Piazzoni, che ha riportato al centro del confronto una riflessione chiara, schietta e coraggiosa: non basta inserire le nostre istanze nei programmi elettorali come una vetrina. Prima ancora di chiudere le liste e costruire alleanze, è necessario verificare se le candidate e i candidati siano davvero coerenti con questi valori o se, nei fatti, vi si oppongano. Troppo spesso, infatti, quando si tratta di approvare tutele concrete – dal matrimonio egualitario a una legge contro l’omolesbobitransfobia – emergono ambiguità, silenzi e franchi tiratori, anche da parte di chi si dichiara vicino alle nostre battaglie. Serve coerenza politica, così come serve il coraggio di prendere posizioni nette rispetto a candidature, alleanze e contesti incompatibili con i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e del contrasto a ogni forma di discriminazione”.
“Questa richiesta di coerenza si scontra purtroppo con la dura realtà che viviamo ogni giorno a livello locale. Anche quest’anno i dati su aggressioni e violenze verbali delineano un quadro preoccupante. I diritti conquistati negli ultimi trent’anni rischiano, oggi più che mai, di essere messi in discussione. Parole d’odio, atti di violenza e comportamenti che minacciano l’incolumità delle persone LGBTQIA+ in Italia ci confermano la necessità di tenere la guardia altissima: un impegno che il comitato messinese porta avanti quotidianamente”, viene evidenziato.
