All'altezza della Prefettura caduta di gruppo senza gravi conseguenze. Il pensiero di Mons. La Piana alla vittime del 1° ottobre: -Non vi abbiamo dimenticato-. (IN PHOTOGALLERY GLI SCATTI DI DINO STURIALE)
E’ partita alle 19 in punto l’edizione 2010 della Vara dell’Assunta. Una solenne moschetteria, forse anche più fragorosa degli anni passati, ha salutato l’avvio del primo “strappo” verso piazza Duomo. Grande, anzi grandissima, la partecipazione di messinesi e non solo, ma è difficile dare “numeri” certi in merito alle presenze. Il carro votivo è scivolato lungo la via Garibaldi dove molti balconi si presentavano splendidamente agghindati. Proprio lungo il percorso, all’altezza di piazza Juvara, la famiglia Bertolami ha rinnovato l’offerta di un cesto di rose alla Beata Vergine.
In piazza Unità d’Italia, a seguire, il saluto delle Autorità e la seconda batteria di fuochi dal forte del San Salvatore. Ma l’arrivo di fronte alla Prefettura è stato funestato da un incidente che soltanto per la prontezza dei presenti non si è tramutato in tragedia. Alcuni vogatori, intralciati dal pubblico traboccante e dalle tante persone all’interno delle corde, sono rovinosamente caduti davanti il carro votivo. Un fotoamatore, in particolare, è inciampato tra le corde sfilando drammaticamente tra le slitte della machina che pesa quasi 10 tonnellate. Il capitombolo dell’uomo ha inoltre provocato un piccolo “effetto domino” tra gli ultimi tiratori, coinvolgendo una mezza dozzina di persone. Fortunatamente l’intervento degli astanti ha fatto sì che i caduti fossero tirati via appena in tempo prima del passaggio della Vara ad eccezione, appunto, del fotografo improvvisato che è passato al di sotto del carro.
Solo escoriazioni per i malcapitati, tanto da far gridare qualcuno al “miracolo”. L’incidente ha fatto comunque discutere sulla presenza tra le corde di troppe persone non autorizzate, o comunque non sufficientemente preparate a ritrovarsi in prossimità di una struttura così imponente e priva, lo ricordiamo, di freni o “sterzo”. La Vara, inoltre, ha trovato più difficoltà del solito ad attraversare la parte terminale della via Garibaldi per la presenza, davvero massiccia, di spettatori. Circostanza che da un lato può inorgoglire per il caloroso seguito alla manifestazione sempre più “viva”, ma che dall’altro deve far riflettere in un’ottica di maggiore sicurezza per tutti i presenti.
Magistrale la “girata” di via I settembre, che ha permesso al carro di raggiungere piazza Duomo in appena due strappi. Dal palco di fronte la Cattedrale l’appello dell’Arcivescovo, Mons. Calogero La Piana, ad “aprire il proprio cuore alla Madre di Dio”. Poi la Vara ha compiuto l’ultima sua impetuosa corsa fino al centro della piazza dove, accolta da poderosi “W Maria”, si svolta l’immancabile “caccia” ai fiori ed alle gomene.
Alle 23 e alle 23.30 i soliti spettacolari fuochi d’artificio hanno suggellato la conclusione del Ferragosto messinese. Le terrazze di Cristo Re, Montalto e Montepiselli, nonché la passeggiata a mare, sono stati i luoghi principali da cui godersi le evoluzioni pirotecniche. Ma nell’occasione è tutta la città ad esaltare la propria conformazione di “teatro” sul mare, trasformandosi un po’ tutte le vie in ideali “spalti” da cui ammirare il “palcoscenico” dello Stretto. Una città, insomma, che a mezz’agosto sembra voler riabbracciare se stessa e scoprirsi più bella: tocca adesso a noi fare in modo che ogni giorno sia così.
(IN PHOTOGALLERY GLI SCATTI DI DINO STURIALE)
