In migliaia a Messina per la manifestazione contro i tagli del Governo alla scuola pubblica. Bloccati anche i traghetti

In migliaia a Messina per la manifestazione contro i tagli del Governo alla scuola pubblica. Bloccati anche i traghetti

In migliaia a Messina per la manifestazione contro i tagli del Governo alla scuola pubblica. Bloccati anche i traghetti

domenica 12 Settembre 2010 - 14:14

Il racconto della lunga mattinata di protesta e le testimonianze di alcuni precari protagonisti del corteo. In Photogallery gli scatti di Dino Sturiale

La scuola siciliana e non solo scende in strada e fa sentire la propria voce.

I tagli della legge 133 ai danni della scuola pubblica previsti dalla “Riforma Gelmini”, e quindi carenze strutturali delle scuole, riduzione delle ore di insegnamento, classi sovraffollate ma soprattutto l’imponente riduzione degli incarichi, hanno mobilitato migliaia di docenti, personale ATA, lavoratori precari della scuola e non solo, provenienti da tutta Italia in particolare Sicilia, Puglia e Campania.

Il lungo ed affollato corteo si è snodato da Piazza Cairoli fino all’altezza della stazione marittima, punto d’arrivo della manifestazione regionale dal titolo “Invadiamo lo Stretto: un Ponte per la Scuola”. I precari hanno quindi bloccato i traghetti a suon di slogan come “Solo Gelmini non lo sa…la scuola in presidio di civiltà”.

Incandescente, quindi, questa mattinata nel cuore della città di Messina, dove diversi sono stati gli interventi dei precari di tutta Italia, in particolare i siciliani. Inquietanti le testimonianze di Rosalia, Savasta ed Orsola di Catania che, rimaste senza incarico dopo ben 12 anni come precarie, affermano: “è capitata nella scuola paritaria la drammatica penuria di poter dare solamente un pasto ogni due bambini. Il ministero dell’Istruzione non ha idea di come si gestisce la Scuola Pubblica. Con questi tagli si nega il diritto all’istruzione, conquistato con fatica dal dopoguerra fino ad oggi, rendendo l’istruzione scadente e non accessibile a chiunque”.

Prosegue Carmen da Catania “adesso, per insegnare è necessario almeno un anno di tirocinio, io invece è da 20 anni che con il mio lavoro quotidiano faccio “tirocinio” e per non bastare sono stata buttata fuori dopo due decenni di servizio. Oltre che noi, a pagare maggiormente questi tagli che non sono affatto una riforma, sono gli studenti che si ritrovano in strutture poco sicure, in classi accorpate di 30-35 alunni e con meno ore di insegnamento. La cultura è stata eliminata”. Assunta da Ragusa, anche lei senza più lavoro dopo 11 anni di servizio, rivendica la grave diminuzione delle ore di insegnamento soprattutto per le materie professionali e caratterizzanti degli istituti tecnici e licei, mentre Silvana da Messina, l’ennesima lavoratrice congedata dopo 12 anni, lamenta le poche ore di Italiano a disposizione per i ragazzi che al giorno d’oggi manifestano gravi lacune che si porteranno per la vita.

Ancora più drammatica la situazione per i bambini che hanno bisogno del sostegno, come rivendicato a gran voce da Sara e Gianni di Palermo: ”diminuendo le ore di sostegno, i bambini si ritrovano ad essere accompagnati a casa dopo solo 3 ore di lezione svolta spesso da personale al quale manca una formazione professionale adeguata, in un contesto di 35 alunni per classe. Già per un bambino normale tutto ciò è difficoltoso, figuriamoci per un bambino autistico”.

In questa giornata di protesta forte ma pacifica, c’è anche una triste nota , raccontata da alcuni testimoni che dicono di aver assistito a spintoni, calci e sputi da parte di alcuni agenti delle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa di fronte alla nave traghetto agli imbarchi durante il blocco.

In solidarietà ai precari della scuola, anche i dipendenti dei supermercati Eurogroup, mobilitati da 2 mesi, in sciopero dopo 4 mesi senza stipendio e con delle famiglie da mantenere. Solidarietà che accomuna ogni giorno di più i lavoratori di tutta Italia di ogni settore, aventi in comune la triste realtà sociale del precariato.

In Photogallery gli scatti di Dino Sturiale

JOSE’ VENUTO

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