I componenti della Commissione parlamentare sugli errori sanitari abbandonano la città dello Stretto con un “bottino cartaceo” che, preannuncia Orlando, “ci permetterà di individuare qualsiasi responsabilità, e non solo sui casi di agosto e settembre”. Sul Policlinico: “La nostra presenza sarà continua, sequestrata tutta la documentazione sullo svolgimento dell’attività intramoenia”. Sul Piemonte: “Il nosocomio non chiuderà anzi verrà potenziato”
“Ci vedrete spesso. Non è una minaccia, ma una promessa, perché quello che ci interessa garantire è il diritto alla salute dei cittadini”. Ha parlato forte e chiaro, questo pomeriggio, nella sala della Prefettura, il presidente della Commisione parlamentare sugli errori sanitari Leoluca Orlando. Quest’ultimo, accompagnato dal vice presidente della Comm.Giovanni Burtone, da Maria Grazia Laganà Fortugno e dal coordinatore del filone d’inchiesta sui punti nascita, Benedetto Fucci, ha effettuato un’ampia panoramica sulla situazione sanitaria messinese, specificando però, che la visita della Commissione “è sì legata ai fatti di fine estate che hanno scosso l’opinione pubblica, ma al tempo stesso mira a tenere sotto controllo l’intera situazione del sistema, per cercare di infondere nei cittadini nuova fiducia nei confronti del servizio sanitario nazionale. Nei prossimi mesi, dovrebbe essere tra novembre e dicembre – aggiunge Orlando – saremo chiamati a riferire in Parlamento sulla situazione sanitaria di tutte quelle regioni sottoposto al piano di rientro (il turno della Sicilia a fine novembre ndr). Ma oltre questo, riferiremo sui presunti casi di errori sanitari che si sono verificati in tutto il paese, da Bolzano a Linosa”.
Un’ampia premessa in cui Orlando non ha mancato di porre l’accento sui casi che, rispettivamente il 26 agosto e il 13 settembre, hanno riguardato il Policlinico e l’azienda Piemonte-Papardo, sottolineando però subito che “le audizioni di questa mattina con i vertici delle due strutture, sono state secretate”. Il rappresentante istituzionale, si è detto soddisfatto della maggiore consapevolezza con cui i dirigenti, che hanno presentato anche un’ampia documentazione, hanno riferito e risposto alle tante domande poste dai commissari: “Vogliamo individuare eventuali responsabilità e inadempienze in tutta la gestione strutturale-organizzativa degli ospedali”. Una maggiore collaborazione che per il presidente della Commissione è individuabile anche nella presentazione dei bilanci delle aziende: “Pensate che fino a qualche tempo fa il Policlinico era persino sprovvisto di bilancio”.
Un’ “indagine” che dunque punta ad andare ben oltre agli specifici casi delle famiglie Molonia e Mangraviti, e che si rifà al filone dell’’inchiesta sulla qualità dei punti nascita. Per ottenere maggiori dati sono stati inviati agli assessorati regionali e alle aziende dei questionari in cui vengono richieste specifiche e dettagliate informazioni sull’attività svolta all’interno degli ospedali, in particolare con riferimento al personale impiegato. “I risultati – spiega Orlando – verranno inoltrati alle procure per capire bene quale effettivamente sia il livello di funzionalità dei vari reparti rispetto anche alle normative vigenti”.
In relazione alla qualità dei servizi ospedalieri messinesi, il presidente della Commissione non ha mancato di fare riferimento all’ipotesi di chiusura dell’Ospedale Piemonte, a seguito dell’accorpamento all’azienda Papardo, disposto con il piano di rientro varato dall’assessore regionale alla sanità Massimo Russo: “Possiamo garantire, ora più di prima, che il nosocomio di viale Europa non verrà chiuso ma al contrario il suo servizio verrà rafforzato e migliorato”.
Ma la lente di ingradimento della commissione Sanità è stata puntata soprattutto sulla situazione del Policlinico Universitario. “La Guardia di Finanza ha svolto un ottimo lavoro che ci permetterà di avere una buona base di partenza per le indagini che effettueremo non solo in relazione al funzionamento dei punti nascita, ma anche sulla organizzazione complessiva della struttura e delle sue relazioni con l’Università. E soprattutto – incalza Orlando – sulla pessima abitudine di sovrapporre attività pubblica e privata all’interno di una struttura pubblica. Siamo entrati in possesso di tutta la documentazione dell’attività intramoenia svolta negli ultimi mesi: se qualcuno ha sbagliato verrà individuato”.
Con riferimento poi al caso del piccolo Antonio Molonia, Orlando si dimostra particolarmente severo e pur senza fare nomi e cognomi, la sua posizione appare estremamente chiara: “Non dovranno più verificarsi casi in cui personale medico non autorizzato si introduca all’interno di sale operatorie, senza aver alcun titolo o qualifica che gli consenta di operare in quella struttura. Nel caso di Messina – continua – riteniamo che a mancare sia stato proprio il rispetto delle gerarchie. Ma adesso non ci sarà più tolleranza. Continuiamo a sostenere che la neonatologia italiana sia una delle migliori al mondo, e per dimostrarlo vogliamo partire proprio da Messina, recuperando il rapporto di fiducia medico/paziente”.
(foto Sturiale)
