L’ “autunno caldo” del mondo della Scuola e dell’Università, uniti contro il Ddl gelmini

L’ “autunno caldo” del mondo della Scuola e dell’Università, uniti contro il Ddl gelmini

L’ “autunno caldo” del mondo della Scuola e dell’Università, uniti contro il Ddl gelmini

mercoledì 06 Ottobre 2010 - 09:48

Stamattina, in Prefettura, sit- in dei ricercatori dell’Ateneo peloritano: il prefetto Alecci si è impegnato a trasmettere al Governo i Report realizzati dalla Flc Cgil e dalla Rete 29 aprile sull’impatto concreto dei tagli e del DDL. A Palazzo dei Leoni, gli studenti delle scuole cittadine hanno spiegato le ragioni dello sciopero nazionale di venerdì

Inizia l’autunno caldo dell’Università e della Scuola: studenti, ricercatori, docenti in fermento per dire -no- alla riforma Gelmini.

Nell’ambito della settimana di mobilitazione contro il Ddl al vaglio del Parlamento, stamattina, i ricercatori dell’Ateneo perloritano si sono ritrovati davanti alla Prefettura e hanno dato vita ad un sit-in per «denunciare lo stato di disagio della comunità accademica ».

Alla manifestazione, organizzata dalla FLC CGIL di Messina e dalla Rete 29 Aprile, hanno aderito varie componenti del mondo universitario, tra cui gli studenti e qualche rappresentante dei docenti ordinari.

In tarda mattinata, una delegazione di ricercatori è stata ricevuta dal prefetto Francesco Alecci che, dopo avere condiviso la preoccupazione per lo stato complessivo dell’università, si è impegnato a trasmettere al Presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e a quello dell’Istruzione i Report realizzati dalla Flc e dalla Rete 29 aprile sull’impatto concreto dei tagli e del DDL e circa la grande adesione alla mobilitazione che coinvolge l’intera comunità universitaria messinese, incluso il Senato Accademico, che ha recentemente posticipato l’inizio delle attività didattiche all’11 Ottobre.

La delegazione ha sottolineato come le ricadute dei tagli siano tanto più gravi per l’ateneo di Messina, che insiste su un territorio economicamente e strutturalmente svantaggiato e su un tessuto sociale fortemente disgregato.

I temi della protesta sono comuni a tutte le università d’Italia: ad essere messa in discussione è l’esistenza stessa di un’università pubblica ed aperta a tutti e un governo degli atenei a cui partecipano democraticamente gli studenti, il mondo accademico e il personale tecnico amministrativo. A ciò si aggiunga la messa ad esaurimento dei ricercatori, senza che ad essi venga riconosciuta quella attività didattica che ha permesso fino ad oggi alle università italiane di garantire il regolare svolgimento di circa il 40% dei corsi.

A Messina sono circa 200 i ricercatori che, per protesta, hanno dichiarato la propria indisponibilità alla didattica, cioè pur svolgendo i compiti di ricerca, si rifiutano di dare la disponibilità ad insegnare (mansione prevista per i professori ordinari ed associati), mettendo in crisi l’avvio dell’anno accademico per almeno sei facoltà: Farmacia, Veterinaria, Scienze MFN, Ingegneria, Lettere ed Economia, oltre a rallentare l’inizio delle lezioni nelle altre facoltà.

E mentre i ricercatori universitari erano già in strada a protestare, gli studenti della scuola presentavano alla stampa lo “sciopero” nazionale di venerdì, in occasione del quale le vie cittadine saranno invase dalla popolazione studentesca di Messina e provincia.

«Abbiamo indetto la mobilitazione studentesca messinese – ha spiegato dichiara Guglielmo Sidoti, portavoce della FdS – per dimostrare quanto le conseguenze della riforma siano ormai tangibili. Scenderemo in piazza per ribadire un no alla repressione dei diritti, a scuole fatiscenti, alla diminuzione degli spazi, ad una scuola razzista e classista. Ora che la teoria della Riforma si è trasformata in pratica ogni studente non può che avvertire come necessità un’inversione di rotta per la scuola pubblica italiana. Non siamo il movimento dei no siamo ragazzi/e pensanti che sono stanchi di vedere diritti e futuro calpestati. Viviamo una terra difficile, in cui scuola è sinonimo di speranza. E’ chiaro che al ministro non importa del futuro di chi la scuola,oggi, non se la può permettere».

Al grido dello slogan “Cambiare ora!”, la mobilitazione si svolgerà contemporaneamente in 50 città italiane.A Messina a scendere in piazza saranno gli studenti delle scuole superiori della città e della provincia, la Federazione degli Studenti, la Consulta Provinciale degli Studenti, i Giovani Democratici e l’Unione degli Studenti.

L’appuntamento è previsto alle 9.30 presso Piazza Antonello ed il corteo si snoderà lungo il seguente percorso:l Corso Cavour, Via Tommaso Cannizzaro, Via Cesare Battisti, Via Garibaldi per concludersi nello spazio antistante la Prefettura, dove una delegazione chiederà di essere ricevuta dal prefetto Francesco Alecci, nella veste di rappresentante del governo.

Alla manifestazione di venerdì parteciperanno – come annunciato nel corso del sit-in di questa mattina -anche i ricercatori universitari dell’Ateneo pelorirano.

NELLE FOTO DI STURIALE LE IMMAGINI DEL SIT-IN E DELLA CONFERENZA STAMPA DEGLI STUDENTI

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