La Flc CGIL di Messina organizzerà un pullman per raggiungere la sede della Camera dei deputati, dove quel giorno sarà in discussione il Ddl Gelmini. Il segretario Pistorino: «Chiederemo al governo di fermare l’iter della riforma»
La protesta del mondo accademico e della scuola contro la Riforma Gelmini non si placa, anzi si arricchisce di nuove iniziative.
Giovedì prossimo, i ricercatori universitari e gli studenti degli istituti cittadini saranno a Roma, davanti a Montecitorio per chiedere una profonda modifica del ddl.
La Flc CGIL di Messina organizzerà un pullman per raggiungere la sede della Camera dei deputati, dove quel giorno sarà in discussione il disegno di legge presentato dal governo.
La ‘trasferta romana’ va ad aggiungersi alla protesta pacifica dei ricercatori che, attraverso l’indisponibilità ad assumere incarichi didattici, stanno mettendo in crisi l’avvio dell’anno accademico 2010 /2011. Nella seduta di sabato scorso , il Senato accademico ha dovuto rinviare per la seconda volta l’inizio delle lezioni, facendole slittare dall’11 al 18 ottobre: a Messina, infatti, i ricercatori “indisponibili” sono 200 e le Facoltà a rischio paralisi ben sei: Farmacia, Veterinaria, Scienze MFN, Ingegneria, Lettere ed Economia. L’Ateneo peloritano ha, peraltro, condiviso le critiche alla riforma Gelmini, sposando a pieno la battaglia dei ricercatori, la cui figura subirebbe numerose modifiche, non particolarmente apprezzate e destinate ad incidere sull’organizzazione delle Università.
«Abbiamo bisogno di un sistema universitario che funzioni e di una formazione adeguata all’inserimento nel mercato del lavoro e di una ricerca di qualità, collegata al fabbisogno dello sviluppo economico del territorio – dichiara Graziamaria Pistorino Segr. Gen. della Flc CGIL di Messina – e tutto ciò non si fa con i tagli. Per questo la FLC CGIL chiede al governo un atto di responsabilità: fermare l’iter della riforma, discutibile anche per quello che riguarda l’accentramento dei poteri e lo svuotamento delle funzioni degli organi accademici e delle parti sociali, e di ridiscuterne l’impianto complessivo».
«Sia per la scuola che per l’università – continua la rappresentante sindacale – i tagli delle risorse, il peggioramento della qualità dell’offerta formativa, il licenziamento di massa dei precari, l’espulsione della ricerca dalle università, l’alzare barriere contro ogni diversità, la riduzione delle retribuzioni e la mortificazione della dignità di chi opera nei settori della conoscenza sono le cose vere. Le dichiarazioni del Ministro Gelmini, invece, sono l’occultamento della verità e la insensata reazione di chi sa di avere contro il Paese. Rispetto ai tagli alla scuola e alle ricadute pesanti che questi hanno avuto a Messina confermiamo il nostro giudizio fortemente critico per due ragioni: innanzitutto la violenza dei tagli mette a rischio la regolare erogazione del servizio pubblico; in secondo luogo, in due anni si è proceduto al licenziamento in tronco di una buona parte del precariato storico: ben 1560 lavoratori, tra docenti e personale ATA. E’ come chiudere una fabbrica, in un territorio che dall’imprenditoria alle infrastrutture, conosce una crisi che la CGIL di Messina ha più volte analizzato».
«Anche noi – sottolinea la Pistorino- vogliamo riformare il sistema d’istruzione, formazione e ricerca perché non è all’altezza delle sfide che attendono il Paese. Ma quelle del Ministro Gelmini sono delle controriforme che ci riportano indietro nel tempo, diminuendo anziché aumentare la qualità dell’istruzione».
La Flc Cgil annuncia, infine, che la mobilitazione che si estenderà nei prossimi giorni nelle scuole, negli atenei, negli istituti di ricerca pubblici, nei conservatori e nelle accademie. «Questa mobilitazione – conclude il segretario della sigla sindacale – parte da studenti, docenti e ricercatori per parlare a tutti i cittadini perché pone questioni che riguardano il futuro delle nuove generazioni che non possono esser condannate all’ignoranza e alla precarietà».
La foto di Sturiale si riferisce al sit-in dei ricercatori davanti al Palazzo del Governo
