La prossima settimana via alla collocazione di nuove barriere protettive, poi la realizzazione delle rotatoria e la bitumazione stradale. L’assessore provinciale Monea: “La velocità prima causa degli incidenti”. L’ing. Celi: “Nei pressi della Facoltà di Ingegneria si attende l’autorizzazione per l’installazione di autovelox”
Ancora morte sulla Sp43/bis Nuova Panoramica dello Stretto. A perdere la vita il ventenne Andrea Clemenza, miracolosamente illesa la ragazza che con lui viaggiava a bordo della Ford Focus schiantatasi contro il muro di contenimento sottostante la Facoltà di Ingegneria. Proprio lì, sempre lì. Impossibile poter ancora parlare di coincidenze, le statistiche estive e, a quanto pare anche quelle autunnali, indicano quel tratto come il più pericoloso dell’intera strada Provinciale, in direzione nord-sud.
Un’arteria che ormai da tempo, e non certo solo nel punto “X”, necessita di interventi manutentivi che prima di tutto ne limitino la pericolosità. Interventi che secondo il calendario di programmazione di Palazzo dei Leoni, dovrebbero durare oltre 400 giorni, per la precisione 545, dal giorno della consegna dei lavori, avvenuta lo scorso 15 settembre (vedi correlato), all’ all’ATI (Associazione temporanea d’imprese) “Aris Costruzioni s.r.l.” (Capogruppo), “Marturanai Costruzioni s.r.l.” ed “Hermes Costruzioni s.r.l.” di Favara (Ag).
Ad un mese di distanza, però, sulla strada ancora nessuna segno “tangibile” dei cantieri che, prima o dopo, dovranno venire aperti. E tuttavia nel caso specifico, stando almeno alle dichiarazioni dei rappresentanti di Palazzo dei Leoni, l’apparenza inganna. Per cercare infatti di chiarire i legittimi dubbi di tanti messinesi che, ancor più alla notizia dell’ennesimo incidente mortale, si sono domandati se e quando i lavori sulla Sp43/Bis verranno avviati, abbiamo ascoltato l’assessore provinciale ai lavori pubblici Pasquale Monea e l’ing. Giuseppe Celi, a fianco di Ricevuto sia in occasione della conferenza stampa dello scorso 11 agosto (vedi correlato), durante la quale venne annunciata la firma del contratto con il consorzio di imprese agrigentine, che per la consegna dei lavori.
“Possiamo dire che concettualmente i lavori sono già cominciati – afferma il rappresentante della giunta Ricevuto – perché nel corso di queste settimane sono stati effettuati sopralluoghi in diversi tratti della strada, per effettuare rilievi strumentali propedeutici all’apertura dei primi cantieri”. Un concetto ribadito anche dall’ingegnere Giuseppe Celi che fornisce però qualche dettaglio in più: “I primi interventi riguarderanno la risistemazione dei gard rail che per la verità erano già stati sostituiti circa 10 mesi fa ma che proprio a causa dei frequenti impatti delle vetture devono essere ricambiati. Successivamente si procederà ai lavori per la realizzazione delle rotatorie (tre quelle previste ndr)”. Queste dunque le priorità messe in cantiere dal Consorzio di Imprese. Solo in un secondo momento di penserà agli interventi di bitumazione dell’asfalto.
E che dire invece del tratto di strada in corrispondenza della facoltà di Ingegneria? Entrambi gli esponenti di Palazzo dei Leoni concordano sulla medesima linea: la maggiore responsabilità è certo da addebitare ad automobilisti fin troppo spericolati che esagerano con l’acceleratore, la strada centra poco. “Fin quando si continuerà a guidare come se la strada fosse una pista di rally – afferma l’assessore – ci troveremo purtroppo a leggere di molti altri incidenti”. Altrettanto chiaro l’ing. Celi: “Stiamo rivolgendo particolare attenzione a quel punto della Sp43/Bis perché effettivamente negli ultimi tempo il numero di sinistri è aumentato in maniera esponenziale. Quel tratto è particolarmente delicato poiché in corrispondenza della curva esiste un cambio di pendenza che, unito all’alta velocità, può avere un effetto devastante. Se poi a ciò si aggiungono magari le non perfette condizioni della vettura, il rischio aumenta”.
Un rischio che tuttavia, e non solo all’altezza della Facoltà, diventa ancora più evidente, a prescindere dal contachilometri, nel caso in cui l’asfalto, già di per sé in condizioni non ottimali, risulti bagnato. L’acqua, infatti, unita al terriccio e alla sabbia presenti in quantità sulle carreggiate della Panoramiche anche a causa degli ormai continui sbancamenti che interessano le colline circostanti, crea un mix spesso fatale per pneumatici che non sempre riescono a fare aderenza.
Dichiarazioni a parte, il vero “nodo” rimane però quello delle scadenze: secondo quanto previsto dall’ing.Celi, in contatto con gli imprenditori che hanno acquisito l’appalto di 2 milioni 927 mila euro, i primi interventi sul “campo” dovrebbero avvenire la prossima settimana.
Lavori che tuttavia, almeno non nell’immediato, non rappresenteranno una soluzione efficace ai tanti, troppi, incidenti che si verificano. Ecco perché tra le possibilità prospettate, vi è anche l’ipotesi di installazione di autovelox, proprio lì dove la percentuale di sinistri risulta purtroppo elevata: “Attendiamo risposte in tal senso dalla Prefettura – conclude Celi – riteniamo che la collocazione di apparecchiature per il rilevamento della velocità possono rappresentare l’unico adeguato rimedio al verificarsi di nuovi impatti mortali”.
