-Messina ritrovata-: miti, storie e leggende di Messina nell’opera della scrittrice messinese Eleonora Iannelli

-Messina ritrovata-: miti, storie e leggende di Messina nell’opera della scrittrice messinese Eleonora Iannelli

-Messina ritrovata-: miti, storie e leggende di Messina nell’opera della scrittrice messinese Eleonora Iannelli

martedì 12 Ottobre 2010 - 19:36

Un viaggio nel tempo tra storia e racconti popolari della città dello Stretto

Un viaggio attraverso ventotto secoli di storia, leggende, dominazioni, riti religiosi, percorsi naturalistici, cucina tradizionale, modi di dire, curiosità ed avvenimenti che tratteggiano una Messina affascinante e sconosciuta. Questo il cammino ideale racchiuso nelle 280 pagine del volume “Messina ritrovata” della scrittrice e giornalista messinese Eleonora Iannelli (edizioni Bonanzinga), presentato stasera al teatro Vittorio Emanuele.

Ad aprire l’incontro con l’autrice Gustavo Ricevuto, componente del Consiglio d’amministrazione dell’Ente autonomo Teatro di Messina, che ha sottolineato l’importanza della rivalutazione della storia di Messina, che annovera tra i suoi figli illustri personaggi di fama nazionale ed internazionale.

Successivamente ha preso la parola il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che si è soffermato sul valore della cultura per dare linfa vitale alle risorse storiche ed artistiche del territorio della città dello Stretto, sicuro che sia questa la strada da percorrere per una rinascita sociale dell’intera comunità.

Daniela Bonanzinga, editrice del volume, nel suo intervento afferma che nell’opera “Messina ritrovata” si riscopre la sua contemporaneità, una descrizione che punta a sfatare il pessimismo con cui ci si confronta nel pensare ad una città senza memoria e senza futuro e ripropone una vitalità volutamente ignorata.

è una via di mezzo tra una storia della città ed una guida turistica” – afferma Daniela Bonanzinga – “con cui si possono conoscere i principali monumenti sopravvissuti e, soprattutto, quelli scomparsi. Ma anche una raccolta di miti, leggende, tradizioni popolari e curiosità varie condite con un pò di cronaca e di colore”.

Giorgio Boatti, giornalista de “La Stampa” di Torino, sottolinea positivamente come l’autrice abbia saputo “fare comunità”: cementarsi e condividere le radici comuni attraverso un percorso attraverso la storia che il lettore può liberamente disegnare nella fantasia del racconto con cui si confronta.

Alla sua seconda esperienza dopo “Un terremoto infinito–Messina 1908-2008”, Eleonora Iannelli realizza un viaggio nel tempo, arricchito da foto d’epoca, alla riscoperta della storia di “Zancle”, dai miti del passato ai giorni attuali. La trama è frutto del connubio tra un’effervescente inventiva ed una ricerca storica e si articola in briose descrizioni spesso stupefacenti che richiamano costantemente l’attenzione e la curiosità del lettore.

“Per il contenuto ed il linguaggio adoperato ritengo che sia un libro ideato in particolar modo per i giovani” – spiega Eleonora Iannelli – “ma il suo stile divulgativo ed accattivante, coinvolgerà anche gli adulti che siano interessati alla riscoperta della storia di Messina. Ho voluto raccontare aneddoti perlopiù conosciuti, immaginando un viaggio attraverso 28 secoli di storia fino a giungere alla rinascita culturale degli anni cinquanta e sessanta, rivivendo le inchieste giudiziarie degli anni novanta, lo scempio urbanistico del territorio e la tragedia di Giampilieri. Ho inteso rimarcare il presente della mia città dicendo basta allo stereotipo di comunità la cui identità è scomparsa la notte del 28 dicembre 1908”.

La “passeggiata” narrativa si snoda attraverso personaggi noti e sconosciuti ed insoliti retroscena, sino alla nostra realtà.

Nonostante il racconto penetri attraverso descrizioni anche dolorose della gènesi messinese e lungo il suo sviluppo lasci trasparire la nostalgia per i tesori d’arte scomparsi, nell’autrice prevale il desiderio della riscoperta del patrimonio che la città dello Stretto ancora conserva gelosamente.

Nella copertina viene risaltata la figura del pesce “buddace”, icona del popolo messinese di cui si ha notizia a partire dalla fine dell’800.

«Il pesce buddace, con la sua enorme bocca aperta” – afferma Eleonora Iannelli – “sfida gli epiteti e gli stereotipi spesso abusati ed assurge a simbolo amabile di Messina ed è anche la mascotte del libro, come logo all’inizio di ciascuno dei XII capitoli».

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