Grande coinvolgimento dei ragazzi disabili nei vari sport come tennis, scherma e basket in carrozzina, tennis da tavolo, tiro con l'arco, calcio a 5, judo, torball e showdown
Atmosfera calorosa e piena di vita questa mattina alla Fiera di Messina, dove si è svolta per la prima volta nella nostra città, in contemporanea con altre 13 città italiane (Genova, Torino, Varese, Vicenza, Reggio Emilia, Firenze, Spoleto, Roma, Avellino, Campobasso, Lecce, Cagliari), la quinta edizione della “giornata nazionale dello sport paralimpico”. Diverse le attività e le dimostrazioni svolte con passione dai ragazzi disabili all’insegna della festa, dello sport e della socializzazione, alla presenza di circa mille ragazzi delle scuole messinesi e degli studenti universitari della facoltà di scienze motorie che innaugurano le lezioni universitarie di quest’anno accademico in concomitanza di quest’evento.
Le attività sono spaziate dal tennis normale al tennis da tavolo, dalla scherma in carrozzina al tiro con l’arco, per poi proseguire con il basket in carrozzina, il calcio a 5, il judo ed infine il torball e lo showdown, ambedue sport dedicati ai non vedenti nei quali lo svolgimento è dedicato all’utilizzo intuitivo dell’udito e quindi dell’azione fisica.
Contemporaneamente alle attività sportive, si è dato grande spazio anche a varie esibizioni sul palco, fra le quali quella del comico Francesco Scimemi, della Brigata Aosta e quella folkloristica del gruppo di cultura popolare siciliano “Colapesce” di Giampilieri.
Testimonial d’eccezione, campioni olimpici e paraolimpici come William Russo, vincitore della coppa del mondo 2010 di “scherma in carrozzina”, Veronica Floreno, argento nel “tiro con l’arco” agli europei 2010, Benedetta Spampinato e Martino Florio, protagonisti in molti sport paralimpici fra i quali judo, nuoto, sci alpino, ma famosi per i loro record mondiali, rispettivamente maschili e femminili, di immersione per non vedenti.
Madrine degli eventi locale e nazionale, rispettivamente, nomi messinesi altisonanti come Silvia Bosurgi e Maria Grazia Cucinotta.
Josè Venuto
