Il direttore generale precisa che esiste un’ambulanza destinata esclusivamente al trasporto delle salme. Così anche la direttrice del Pronto Soccorso, la prof. Gioffrè. Secondo il personale paramedico però…
« Sappiate tutti che le salme del Policlinico vengono trasferite in obitorio con la stessa ambulanza con cui subito dopo vengono movimentati tutti i pazienti del nosocomio, in barba a tutte le norme di igiene sanitaria previste per legge. E non si può nemmeno fare il fermo tecnico del mezzo per disinfezione in quanto c’è un tempo da rispettare per la disinfezione».
Quello appena riportato è il testo di una denuncia anonima arrivata alla nostra redazione sotto forma di commento, correlato all’articolo riguardante la circolare emanata dal Direttore Sanitario di Presidio Rosalba Ristagno per vietare agli operatori dell’ospedali fornire cibo agli animali randagi, cani, gatti, colombi e pubblicato sul nostro sito qualche giorno fa (vedi articolo in basso).
Lo scrivente, che sceglie la strada dell’anonimato, lancia un’accusa precisa e piuttosto grave, secondo cui i pazienti che necessitano di essere trasportati da un padiglione all’altro dell’azienda ospedaliera universitaria e le salme, che dai vari reparti devono essere trasferite all’obitorio, viaggiano sugli stessi mezzi, in situazioni igieniche ovviamente poco rassicuranti per i degenti.
Al fine di verificare l’attendibilità di quanto denunciato dal nostro lettore, questa mattina ci siamo recati al Policlinico per raccogliere le testimonianze dirette del personale medico e paramedico interno. La voglia di parlare e raccontare non manca, purché nomi e cognomi rimangano top secret. Tutti gli infermieri ed portantini con cui ci intratteniamo confermano senza esitazione la duplice funzione svolta delle ambulanze interne e, a tal proposito, forniscono ulteriori dettagli.
« Durante il giorno – ci dicono – il trasporto delle salme viene effettuato attraverso i corridoi sotterranei (le cui condizioni di abbandono sono evidenti, come dimostrato dalle foto di Sturiale ndr), ma a partire dalle 20 di sera e sino alle 7 del mattina, causa carenza personale e secondo le disposizioni di una vecchia circolare , per il servizio in questione vengono utilizzate le autoambulanze». Quando chiediamo se esiste un’ambulanza ad hoc preposta esclusivamente al trasporto delle salme, la riposta è unanime: « Assolutamente no, gli stessi mezzi vengono utilizzati sia per trasportare i malati sia per trasportare i morti».
Insomma, secondo gli infermieri ed i portantini intervistati questa è una prassi ormai consolidata, di cui quasi nemmeno si stupisce più. Diametralmente opposta, però, è la versione fornita dal direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, che smentisce categoricamente la notizia trapelata all’esterno. Contattato telefonicamente, precisa senza tentennamenti che « esiste un’ambulanza destinata esclusivamente al trasporto delle salme». Anche in merito alla fascia oraria 20,00/ 07,00, non conferma le dichiarazioni dei suoi subordinati, puntualizzando che «il mezzo preposto al trasporto salme si mette in moto tutte le volte che ce n’è l’esigenza, indipendentemente dall’orario». La tesi di Pecoraro viene sposata in toto anche dalla direttrice del Pronto Soccorso, la professoressa Mara Gioffrè, che smentisce anche lei la segnalazione, ma aggiunge una importante precisazione di carattere medico, probabilmente non da tutti condivisa. « Anche se le salme venissero trasportate sulle medesime ambulanze in cui vengono fatti salire i pazienti – spiega – questi ultimi non correrebbero alcun rischio sanitario e non si porrebbe alcun problema igienico perché i corpi dei deceduti non sono in alcun modo infetti».
Insomma, al Policlinico, il Direttore Sanitario di Presidio mobilita tutti contro gli animali randagi in quanto causa di « degrado igienico»; la responsabile del Pronto Soccorso, invece, smorza sul nascere ogni allarmismo e reputa assolutamente compatibile la “convivenza” tra cadaveri e malati.
Foto Dino Sturiale (in fotogallery altri scatti)
