Il rettore Tomasello, invece, torna a ribadire la propria soddisfazione: «Un contributo importante al processo di modernizzazione del nostro Ateneo. ». Cisl-Università, Uil-Pa, Confsal-Snals-Cisapuni, Csa di Cisal dichiarano : «Auspichiamo adesso che il Collegio dei Revisori e il Consiglio di Amministrazione esprimano parere favorevole alle richieste effettuate per dare un giusto riconoscimento al personale tecnico-amministrativo dell’Università»
Il rinnovo del contratto integrativo per il personale tecnico-amministrativo dell’Università di Messina – approvato sabato (vedi articolo correlato) – continua a provocare reazioni. Quelle entusiastiche dei vertici dell’Ateneo peloritano, con in prima fila il rettore, Francesco Tomasello; quelle realistiche e caute di Cisl-Università, Uil-Pa, Confsal-Snals-Cisapuni, Csa di Cisal; e quelle decisamente polemiche di RdB CUB USB.
Più che soddisfatto, dicevamo, Tomasello, il quale a proposito del contratto collettivo aziendale, che non veniva rinnovato dal 2002, commenta: «Un contributo importante al processo di modernizzazione del nostro Ateneo» .
L’Università di Messina ha reperito oltre 3 milioni e 400 mila euro in favore della varie indennità del personale: produttività, posizione, ateneo, disagio e rischio e progressione economica orizzontale, «a testimonianza – ha aggiunto Tomasello – della volontà dell’Amministrazione, pur in presenza di una grave situazione finanziaria delle nostre università, di impegnare risorse che migliorino, attraverso la valorizzazione del merito e delle professionalità, l’efficienza e l’efficacia dei servizi, avendo sempre come obiettivo le esigenze della ricerca e della didattica».
Il Rettore inoltre, ha evidenziato lo spirito costruttivo che alla fine ha prevalso nei rapporti tra Amministrazione ed organizzazioni dei lavoratori, «per relazioni sindacali di tipo cooperativo».
Nel contratto integrativo, in linea con questi principi, anche il nuovo regolamento per la formazione del professionale, che il Rettore giudica «elemento strategico dell’ammodernamento delle università e della pubblica amministrazione».
Su posizioni decisamente opposte si trova la sigla sindacale RdB CUB, che in un comunicato precisa di non aver firmato l’accordo «in quanto ritiene le proposte dell’amministrazione universitaria fortemente lesive dei diritti dei lavoratori e offensive della loro dignità personale e professionale.«Ci siamo dichiarati sempre contrari ad una mini-PEO da pochi spiccioli e quindi per i soliti eletti vicini al management politico-amministrativo dell’Università. La PEO deve essere per tutti quelli che ne hanno diritto, nessuno escluso». Il sindacato si impegna pertanto «a raccogliere entro il corrente mese adesioni per presentare il relativo ricorso».
In mezzo a queste due posizioni estreme, ci sono Cisl-Università, Uil-Pa, Confsal-Snals-Cisapuni, Csa di Cisal che in comunicato sottolineano: «il nostro impegno è stato esclusivamente quello di reperire ulteriori risorse per la PEO, cercando di chiarire quei dubbi di interpretazione di alcune norme contrattuali. Auspichiamo adesso – conclude il documento – che il Collegio dei Revisori e il Consiglio di Amministrazione esprimano parere favorevole alle richieste effettuate per dare un giusto riconoscimento al personale tecnico-amministrativo dell’Università».
Sono queste stesse sigle sindacali ad allegare al comunicato anche il “Resoconto della riunione di Contrattazione integrativa del 6 novembre”, riportando in sintesi i termini dell’ accordo raggiunto. Che prevede quanto segue:
Progressioni orizzontali (PEO). Sarà pubblicato a brevissimo un bando di selezione per la progressione orizzontale aperto a tutto il personale che abbia maturato i requisiti previsti dal vigente contratto e che prevede lo scorrimento delle graduatorie non appena saranno ufficializzate le risorse “erroneamente” mancanti dal fondo. Solo inizialmente, quindi, le risorse economiche destinate alla PEO saranno 131mila euro, mentre saranno poi ulteriormente incrementate di 88mila e 30mila, su richiesta effettuata dalle scriventi giorno 4.11.2010, che una volta consolidata consentirà ad un numero maggiore di lavoratori di usufruire dell‘istituto della PEO. Dette cifre non erano state considerate nella proposta dell’amministrazione e sono state individuate per merito delle scriventi, che avevano portato la novità (determinata da un imperativo dettame contrattuale), provocando un doveroso rinvio della decisione. A tal proposito le scriventi sentono di ringraziare il Direttore amministrativo che per primo ha intuito e sostenuto la validità delle nostre ragioni in merito ai fondi “trovati”, fermo restando che sarà chiesto il parere al Collegio dei Revisori.
Resta inteso quanto approvato in merito ad altre risorse economiche che potrebbero provenire dai calcoli della RIA e dal differenziale economico del personale universitario già in pensione che risultava in organico presso l’AOU che consentirebbero di estendere l’istituto probabilmente a tutto il personale e per il quale abbiamo sottoscritto una speciale clausola di salvaguardia.
Indennità di responsabilità. Saranno erogate le indennità di posizione e responsabilità previste dall’art. 87 del CCNL secondo le precedenti proposte circolate nei giorni scorsi a partire dal 2009.
Risorse residuali fondo anno 2009. Anche qui, un altro importante risultato raggiunto nella riunione del 06.11.2010, ha riguardato la gestione dei residui dell’anno 2009 che l’Amministrazione avrebbe voluto destinare – a tutti i costi – alla realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento dei servizi. Si tratta di una questione annosa e antipatica, dal momento che troppi lavoratori aspettano ancora di aver riconosciuto il loro impegno in precedenti progetti, ma anche di una cifra importante che si aggira tra i 300 e i 400mila euro – che non poteva essere destinata ad istituti ripetitivi – e che siamo riusciti a destinarla ad incrementare il fondo di produttività da distribuire ai sensi dell’ex art.41.
Regolamento EP. Visto il breve tempo, si è concordato di rinviare la discussione del regolamento, inviato via e-mail in data 28/10/2010, ad altra riunione, per la quale si è già chiesto la concertazione.
