“Per raggiungere obiettivi di produzione - afferma il rappresentante sindacale Pippo Di Guardo - si adottano politiche eticamente scorrette nei confronti di utenza e lavoratori. Si incentiva forzatamente il ricorso al risparmio postale per raggiungere gli obiettivi di ricavato fissati al 31.12”
“Per raggiungere gli obiettivi aziendali, si dimezzano i contanti in filiale nei giorni di pagamento delle pensioni incentivando così, forzatamente, il ricorso al risparmio postale”. È questa la denuncia che giunge dalla SLC, la categoria della Cgil che segue il settore poste e telecomunicazioni, ha già inoltrato agli organi di vigilanza per evidenziare le ricadute di “questa politica eticamente discutibile sia sui clienti sia sul personale di Poste che, suo malgrado, finisce per essere oggetto di contestazioni e lamentele. L’Azienda ha l’esigenza di incrementare il risparmio postale (Buoni e libretti di risparmio) per raggiungere gli obiettivi di ricavo fissati al 31.12. – si legge in una nota siglata dal segretario generale della Slc Messina, Pippo Di Guardo -. Il direttore della Filiale di Messina 1 ha pensato bene di ridurre l’ammontare dei soldi inviati agli uffici postali in concomitanza con la scadenza dei ratei pensionistici del corrente mese. Quindi molti pensionati che si sono presentati agli sportelli o non hanno potuto incassare la pensione oppure, vista la penuria di soldi, sono stati costretti a riscuoterne solo una parte e con la rimanente sottoscrivere o buoni postali o fare dei versamenti sui libretti di risparmio”
Una pratica che per il rappresentante sindacale danneggia in primo luogo i pensionati, molti dei quali possono contare solo su pensioni minime, ma anche il personale degli uffici postali, direttori e sportellisti che, loro malgrado, sono diventati vittime delle legittime critiche da parte della clientela. “Nessuno discute – osserva Di Guardo- sul fatto che ogni Azienda pubblica, e ancora di più se privata come Poste Spa, debba cercare di raggiungere gli obiettivi di bilancio fissati. Si discutono i metodi non sempre legittimi e ortodossi messi in campo e soprattutto la tutela degli interessi della clientela che giornalmente frequenta gli uffici postali. La gente non si fida delle Banche, ma della Posta si. Cerchiamo di non perdere questo patrimonio importantissimo guadagnato nel corso di tanti anni per colpa di iniziative estemporanee e certamente non lungimiranti”.
