Il presidente Quero e il consigliere Guanta chiedono che l’amministrazione si interessi affinché i residenti di una delle zone più in espansione della città possano tornare ad usufruire del trasporto pubblico
I disservizi del pubblico trasporto cittadino non fanno quasi più notizia-Peccato però che a pagarne le conseguenze sono soprattutto quegli utenti che non possono utilizzare la propria vettura come mezzo di trasporto a causa delle spese di carburante necessarie per gli spostamenti. Lo sanno bene ad esempio gli abitanti dei villaggi collinari che fanno parta della VI circoscrizione, Castanea, Salice, le Masse, dei cui problemi ci siamo ampiamente interessati nei mesi scorsi ma di fronte ai quali si continua a fare orecchio da mercante.
Ma anche spostandosi nella più centrale delle circoscrizioni, la quarta, la situazione non migliora. E’ il caso della soppressione della linea 43 che attraversa il Torrente Trapani, “disattivata” dallo scorso 1. luglio. A denunciare il problema il presidente del quartiere Francesco Quero e il consigliere Maurizio Guanta. «Non e’ tollerabile – scrivono i due rappresentanti – che una Citta’ di duecentocinquantamila abitanti possa avere solo una quarantina di mezzi in circolazione, quando uno studio statistico ci dice dovrebbero esserci un mezzo pubblico ogni mille abitanti, cioè per Messina 250 mezzi, per avere un servizio ottimale».
I consiglieri hanno dunque richiesto che l’amministrazione si attivi per far ripristinare la linea 43 del servizio di trasporto cittadino che serve una zona, quella del Torrente Trapani alto, che negli ultimi anni ha visto esponenzialmente crescere la propria densità edilizia ed abitativa e per nulla invece i servizi pubblici annessi, nella vana speranza che a breve venga finalmente presentato dalla Giunta un progetto complessivo di rilancio dell’azienda di trasporto cittadina.
