Di seguito riportiamo la paradossale testimonianza di una cittadina, utente occasionale del servizio di collegamento veloce tra i villaggi della zona sud, a detta dei controllori “colpevole” persino di non aver avvisato il capotreno della mancata obliterazione
Non avete potuto obliterare il biglietto perché l’apposita macchinetta risultava non funzionate? Ebbene, i colpevoli siete solo voi e per questo rischiate di beccarvi una multa salata. Succede anche questo a bordo della metroferrovia Messina-Giampilieri, un servizio nato monco e, continuando di questo passo, destinato ad essere nuovamente interrotto. A raccontare il paradossale, e a tratti grottesco, episodio, è un’occasionale utente del Minuetto che collega i villaggi di Messina sud al centro città. Non entriamo nei dettagli dell’avventura occorsa alla signora, invitandovi a “gustare”, passaggio dopo passaggio, i contorni di una vicenda che per la sua “stranezza” non potrà non strapparvi anche un amaro sorriso.
Sono un’utente occasionale del servizio di trasporto pubblico di Messina, nonostante ne sia una convinta sostenitrice, ma essendo un medico e abitando in un villaggio della zona sud (Mili Marina) mi trovo notevolmente svantaggiata nell’utilizzo di tali mezzi. Ho accolto con entusiasmo l’istituzione della metroferrovia, gestita da Trenitalia, con la speranza che finalmente avrei evitato l’estenuante attesa del capriccioso e imprevedibile arrivo di un autobus.
Venerdì 12 c.m. per andare a lavorare sono salita – era appena la seconda volta – sulla vettura della metro in partenza da Mili Marina alle ore 8 e 46 senza essere riuscita, nonostante ripetuti tentativi ad obliterare il biglietto. Tenendolo in mano per esibirlo nel caso di controlli convinta che la mia buona fede sarebbe stata accolta, anche perché avevo “ a portata di mano” un testimone dei miei vani tentativi: un ragazzo che quella mattina, aveva atteso insieme a me nella stazione l’arrivo del treno stavo tranquillamente seduta su un comodo divanetto, considerando con piacere che, almeno quel giorno avrei evitato lo stress della guida e la ricerca del parcheggio. La mia tranquillità è durata ben poco, interrotta dall’arrivo di due controllori, affiancati poi dalla capotreno. I tre funzionari hanno accertato, da parte mia e di un pensionato – salito per la prima volta (è ce da sospettare anche l’ultima) sulla metroferrovia, nella stazione di Galati Marina – la stessa infrazione: la mancata obliterazione del biglietto.
A prescindere dalla congruenza delle somme dovute, che vanno – a fronte di un biglietto del costo di 1,40 € – dai 50 € in caso di pagamento immediato, ai 100 € di soprattassa più il prezzo del biglietto se si paga entro 15 giorni dalla stesura del verbale, ai 207,66 euro se si supera tale “scadenza”, quello che mi preme sottolineare è che la nostra colpa più grave non è stata la mancata obliterazione del biglietto, come ci si aspetterebbe, ma non avere avvertito il capotreno della mancata obliterazione (sic.!!!). Se l’avessimo fatto (a saperlo, ma come?) saremmo incorsi in una modesta sanzione di 5 €.
A nulla è valso il riferire i continui tentativi di obliterare il biglietto (anche il pensionato, come me, non era riuscito a farlo – ma non sarà che le macchine hanno bisogno di una buona revisione?), la mancanza di informazioni su come agire in questi casi, la presenza del mio testimone. Il regolamento va rispettato, ci viene ripetutamente detto. Ma quale? Quello disciplinato dalle “Condizioni e tariffe per il trasporto delle persone sulle F.S. (ma le Ferrovie dello Stato esistono ancora?) consultabile sul sito www.ferroviedellostato.it o www.trenitalia.com – Condizioni di Trasporto”. – come riportato sul retro del biglietto.
Vale a dire che un viaggiatore – anche se occasionale o pensionato – prima di salire sulla metroferrovia deve connettersi necessariamente a Internet? Oppure trovandosi nell’impossibilità di convalidare il biglietto dovrebbe avere a portata di mano un computer, collegarsi ai suddetti siti per sapere cosa fare: mi sembra assurdo e ridicolo nello stesso tempo. Non sarebbe assai più facile esporre, ben visibile, tale regolamento nelle stazioni o sulle stesse vetture? Mettendo in risalto, per es. accanto alle macchine obliteratrici, semplici ma basilari informazioni quale quella di avvisare, nel caso di mancato funzionamento della stessa, il capotreno presente sulle vetture. Tutto questo nell’ottica di sostenere il fruitore dei mezzi pubblici e non di penalizzarlo, come invece questa mia amara esperienza mi fa pensare.
Sono tante le considerazioni che vorrei fare su questo sconfortante episodio che tuttavia non mi scoraggia dal continuare a servirmi della metroferrovia che ritengo un mezzo assai utile per la puntualità e il confort offerto ai passeggeri anche se devo ammettere di essere un po’ intimorita: e se dovesse capitarmi nuovamente di non riuscire ad obliterare il biglietto? Dovrei pagare, allora, 5 €? O rinunciare alla corsa? La considero un’ ingiustizia, non essendo stata io ad impedire alla macchina obliteratrice di funzionare.
Si può e si deve rispettare un regolamento quando lo si conosce e credo che Trenitalia abbia il dovere di informare adeguatamente, intendo dire nel modo più immediato, chiaro e accessibile, gli utenti sui loro doveri e diritti. E a proposito della solerzia dei controllori, secondo il mio modesto parere ogni legge e, a maggior ragione, un regolamento vanno applicati secondo criteri di buon senso e giustizia. In un caso del genere dove sta il buon senso? Dove la giustizia? Anche in considerazione del fatto che uno dei due “rei” e un pensionato alla prima esperienza, sicuramente poco incoraggiante di utente della metroferrovia e quando da più parti si lamenta il suo scarso utilizzo dai parte dei messinesi. E per queste ragioni che ho intenzione di condurre una personale battaglia ritenendomi vittima di una ingiustizia.
Approfitto del resoconto di questa mia disavventura per fare alcune riflessioni sulla gestione della metroferrovia. Da semplice cittadina mi chiedo se c’è la reale volontà di fare decollare questo servizio. Come spiegarsi allora la scarsissima pubblicità sulla disponibilità di questo mezzo di trasporto ( sono convinta che la stragrande maggioranza dei messinesi ne ignori la presenza ) che dovrebbe servire una grande fetta di popolazione essendo i villaggi della zona sud di Messina tra i più densamente abitati. Noto con rammarico l’assenza di locandine o altro materiale informativo nei tabacchini, nelle edicole, sugli autobus o nelle loro fermate. Perché non si riesce ad attivare il servizio di bus navetta che dovrebbe fare da supporto alla metroferrovia? Perché mancano titoli di viaggio A/R ? Sono piccoli e grandi disservizi che certo non stimolano i messinesi a lasciare l’auto a casa. Si ha quasi l’impressione che si voglia abbandonare a se stesso un servizio che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione messinese in tempi in cui si tenta e si invita ad incrementare quanto più possibile il trasporto pubblico anche come misura di sanità pubblica e dopo che sono state investite ingenti risorse, a cominciare del recupero delle stazioni: vogliamo che diventino ricettacolo di senza tetto o balordi? Volendo fare dell’ironia, assolutamente benevola, sul futuro, che non vedo roseo, della metroferrovia mi viene da pensare al titolo di un libro di uno scrittore premio Nobel per la letteratura, Gabriel Garcia Marquez “Cronaca di una morte annunciata”.
Serafina Orecchio
