La trivella accanto al Nettuno. La Rete No Ponte: «Mai avremmo immaginato tanto»

La trivella accanto al Nettuno. La Rete No Ponte: «Mai avremmo immaginato tanto»

La trivella accanto al Nettuno. La Rete No Ponte: «Mai avremmo immaginato tanto»

sabato 20 Novembre 2010 - 01:27

Per il gruppo che si batte contro la costruzione della grande opera si tratta di un “gesto di una gravità inaggettivabile-

«Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni, nel cuore della nostra città, lascia esterrefatti. Anche noi che da anni combattiamo contro lo scempio che il ponte significherebbe per i nostri territori mai avremmo immaginato tanto». Così i rappresentanti della Rete No Ponte commentano il posizionamento di una trivella accanto alla fontana del Nettuno.

«Nel pieno cuore di questa città mille volte offesa ed umiliata, in bella vista di fronte al Palazzo del Governo, si erge un nuovo totem, la provocazione più incredibile, una gialla trivella vibrante che fa rilievi geognostici – si legge ancora -. Un intervento che sembra più un misto di oltraggio, arroganza e protervia che una reale esigenza progettuale. Tra Viale della Libertà e Corso Garibaldi? Ma perché? Per il ponte? Lì? Sinceramente una provocazione di tale entità nessuno di noi se l’aspettava. Ben’inteso, non perché non siamo consapevoli del cataclisma che questo scellerato progetto potrebbe causare alla nostra terra (lo abbiamo sempre detto e sostenuto) ma perché la gratuità e l’inutilità di tale gesto possono essere letti in un solo modo: -Noi facciamo quello che ci pare, quando ci pare e come ci pare-».

La Rete continua: «Tale gesto, di una gravità inaggettivabile, mostra ancora con più forza, come sia necessaria una opposizione ferma e intransigente a questo vero e proprio delirio che sta investendo i nostri territori, che, come sappiamo, disintegrati dal dissesto idrogeologico, dalla disperazione della mancanza di lavoro, dalla totale assenza di infrastrutture reali (pensate come suona provocatoria la dismissione della stazione di Siracusa o Agrigento mentre si parla di ponte sullo stretto) pongono altre domande ed esigono altre risposte. Certo non ha bisogno, questa città, della distruzione e del danneggiamento di quel patrimonio artistico, già troppo trascurato, che potrebbe forse divenire una vera risorsa. La rabbia e l’indignazione che siamo certi tutti i messinesi e le messinesi hanno provato, deve divenire incentivo per continuare la lotta

perché vengano soddisfatte le vere priorità di questo territorio. Siamo certi che il forte Nettuno, il martire Placido e lo scienziato Maurolico che riposano a pochi passi da questo -affronto- saranno con noi nelle prossime occasioni di lotta, ridestati anche loro, nel loro sonno, dall’arronganza e dalla protervia di alcuni vivi. Fermiamo adesso questa vergogna». (ER)

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