Tomasello scarica senza appello i ricercatori rottamati:«Andrò avanti per la mia strada»

Tomasello scarica senza appello i ricercatori rottamati:«Andrò avanti per la mia strada»

Tomasello scarica senza appello i ricercatori rottamati:«Andrò avanti per la mia strada»

giovedì 13 Gennaio 2011 - 08:33

Il rettore ribadisce di aver agito secondo legge e insiste sul fatto che tutti gli studiosi mandati in pensione hanno «produttività scientifica zero»

Merito: è stata sin dall’inizio del suo mandato e sarà ancora questa, nel 2011, la parola “ispiratrice” di ogni azione istituzionale del rettore Francesco Tomasello.

Lo ha confermato lo stesso Magnifico ieri mattina durante l’incontro con i giornalisti, nel corso del quale ha tracciato il bilancio dell’attività svolta negli ultimi mesi, ricordando quanto di buono è stato fatto nel 2010 (vedi articolo correlato) , soprattutto per quanto riguarda i conti dell’Università di Messina, « in ordine nonostante il contenimento imposto dai tagli del Ministero, che a tutt’oggi hanno impedito a molti Atenei italiani di approvare il documento economico-finanziario di previsione».

Ed è proprio al concetto di merito che Tomasello “si aggrappa” per tornare a parlare di un argomento che da un anno tiene banco dentro le mura dell’Università ma anche nelle aule del Tribunale amministrativo: la “rottamazione” dei ricercatori con 40 anni di contributi, che hanno avviato una battaglia legale per essere reintegrati in servizio, ritenendo ingiusto il provvedimento assunto dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione sul finire del 2009.

«Andrò avanti per la mia strada», ha detto con fermezza il rettore, il quale ha sottolineato che la decisione assunta dagli organi di governo universitari non solo rispetta pienamente precise disposizioni di legge (Riforma Brunetta sulle P.A), ma si fonda anche su un dato di fatto incontestabile e cioè che tutti i ricercatori mandati forzatamente in pensione , peraltro dopo 40 anni di servizio, hanno «produttività scientifica zero».

«Non me importa nulla del polverone sollevato per questa vicenda – ha continuato Tomasello – perché nessuno dei ricercatori mandati a casa risponde ai criteri di merito scientifico-didattici propri della ricerca».

Nessun passo indietro, dunque, da parte del rettore, nonostante ci sia già stata una prima sentenza emessa dal Tar del Lazio in favore di uno dei ricercatori rottamati ,Antonio Cavallaro (vedi articolo correlato), che ha di fatto aperto la strada alla vittoria degli altri studiosi in guerra con l’Università, i quali hanno già annunciato che se il tribunale amministrativo dovesse dar loro ragione sono pronti a chiedere anche il risarcimento danni, costringendo così l’Università ad attingere dalle proprie (floride secondo quanto esposto ieri in conferenza) casse.

Un’eventualità alla quale, in questo momento, il Magnifico non pensa neanche perché tra le sue priorità c’è quella di offrire una chance ai giovani e meritevoli ricercatori, il vero futuro dell’Università.

Spazio alle nuove generazioni, dunque.

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