Domani pomeriggio manifestazione di fronte al Rettorato per chiedere più democrazia e trasparenza nella selezione dei membri della commissione che dovrà riscrivere lo Statuto. E agli studenti 'accreditati' dicono: troppo preoccupati delle elezioni e poco attenti ai problemi veri dell’Università
Dalle parole ai fatti.
Dopo la lettera inviata al rettore Francesco Tomasello (vedi articolo correlato), il collettivo universitario Unime in Protesta ed i ricercatori della Rete 29 Aprile hanno deciso di scendere nuovamente in strada, come nei i giorni clou della protesta contro la Riforma universitaria presentata dal Governo, «per chiedere più democrazia e trasparenza nella selezione dei membri della commissione che andrà a revisionare lo statuto Unime ex art 2 comma 5 legge 240/2010 della Legge Gelmini, che prevede altresì una strutturale e drastica limitazione della rappresentanza studentesca».
La manifestazione si svolgerà domani pomeriggio di fronte al Rettorato, a partire dalle 15.00.
In un documento, studenti e ricercatori contestano apertamente il comportamento dei vertici universitari e del rettore «che ancora non hanno spiegato come verranno selezionati i due studenti che completeranno la commissione statuto.Pensiamo – scrivono- sia dovere di tutti esigere democrazia e per questo andremo a contestare il Rettore e i vertici universitari che nulla hanno fatto per aprire un dialogo con gli studenti, nel giorno in cui dovrà presentare la commissione».
Universitari e studiosi non se la prendono solo con i piani alti dell’Ateneo peloritano, bensì anche con le organizzazioni universitarie accreditate e quindi ufficialmente riconosciute, troppo impegnate – a loro dire – nelle campagne elettorali e poco attente ai veri problemi dell’Università.
«Pensiamo che l’attacco alla democrazia – si legge testualmente nel documento – non sia solo attivo, cioè quello del Rettore, ma anche passivo, o meglio omissivo, forse inconsapevole: è quell’attacco -muto- che proviene da tutte quelle associazioni universitarie che invece di occuparsi del problema fondamentale dello statuto e esigere democrazia dal Rettore, preferiscono concentrare i propri sforzi solo nella organizzazione delle proprie campagne elettorali per partecipare alle elezioni farsa di Marzo che eleggeranno rappresentanti -pro tempore-, cioè solo fino alla riscrittura dello statuto e l’istituzione dei nuovi organi universitari previsti dalla legge Gelmini».
Adepti di ‘Unime in protesta’ e ‘Rete 29 aprile’ sollecitano, quindi le suddette associazioni ad «esigere dai vertici che, nei processi decisionali più importanti, gli studenti non siano solo un optional ma la parte fondamentale poiché la democrazia è l’unico strumento che può permettere di esprimere le proprie idee sulla gestione dell’Ateneo».
Il documento si conclude con una ‘sfida’: studenti e ricercatori sottolineano che l’invito al confronto si riferisce solo «a chi non condivide le nostre idee -in buona fede-» e avvisano «che non ci sarà dialogo ma scontro con chi ci ritiene un pericolo solo per far salvi i propri loschi affari dentro l’università, siano essi studenti o docenti».
