Secondo quanto denunciato dall’OrSa e documentato con materiale fotografico, a bordo delle navi non sussistono i requisiti minimi di sicurezza: «Abbiamo denunciato più volte i pericoli, ma anche in questo caso prevale la tattica del silenzio»
Per i lavoratori impiegati nel servizio ferroviario dello Stretto, al danno si aggiunge anche la beffa. Secondo quanto denunciato dall’OrSa, (in allegato le foto) infatti, i dipendenti non solo rischiano il posto di lavoro per la politica dismissione messa in atto da Rfi, ma proprio quello stesso posto di lavoro rappresenta un pericolo per la loro stessa incolumità. In particolare il sindacato lamenta il disinteresse di Rete Ferroviaria Italiana, che nonostante le molteplici segnalazioni non provvede a mettere in sicurezza le strutture pericolanti in cui i dipendenti si trovano costretti ad operare.
«E’ visibile (vedi foto) – scrive l’OrSa – lo sfascio delle strutture che ospitano i quadri elettrici di comando dei ponti mobili delle invasature: si tratta di baracche improvvisate, ridotte a pezzi e prive di vetri all’interno delle quali giacciono quadri elettrici con tensioni fino a 380 volt., azionati giornalmente dal personale addetto, anche quando la pioggia bagna abbondantemente le apparecchiature che secondo la normativa dovrebbero essere isolate e protette dagli agenti atmosferici». Facile dunque immaginare il pericolo a cui si espongono i lavoratori quando, per esigenze di esercizio, devono mettere le mani su un quadro elettrico bagnato dalla pioggia. «E per completare il dramma – si legge ancora nella nota – segnaliamo la presenza di cassette di derivazione per circuiti elettrici che penzolano sulla testa dei lavoratori, appese in modo precario sotto le passerelle sopraelevate». Non meno grave la condizione delle citate strutture sopraelevate destinate all’imbarco dei passeggeri: in una delle foto ad esempio è visibile una tettoia divelta dal vento, legata in modo improvvisato per consentire l’attraversamento della passerella.
«Quanto denunciato – conclude il sindacato – è stato oggetto di ripetute segnalazioni alla dirigenza aziendale che continua nella conveniente tattica del silenzio senza stimolare l’intervento di nessuna istituzione competente».
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