Università. Proclamati i rappresentanti degli studenti, con qualche “svista” che getta ombre sulla regolarità delle elezioni

Università. Proclamati i rappresentanti degli studenti, con qualche “svista” che getta ombre sulla regolarità delle elezioni

Università. Proclamati i rappresentanti degli studenti, con qualche “svista” che getta ombre sulla regolarità delle elezioni

venerdì 25 Marzo 2011 - 11:49

Fligliomeni eletto nel Cda non aveva i requisiti per essere candidato. Al suo posto subentra Belcastro, che aveva ottenuto solo 157 preferenze. Su download l'elenco di tutti gli eletti

Ultimamente all’Università di Messina ogni evento, anche se pubblico, viene inspiegabilmente tenuto “segreto”. E’ successo con la recente visita dell’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa Pietro Ciucci, che ha firmato un accordo con il rettore Francesco Tomasello sugli stage di formazione destinati a 6 laureandi, (tre messinesi e tre calabresi), di cui l’Ufficio stampa non ha dato notizia, e si è ripetuto anche stamattina con la proclamazione dei rappresentanti degli studenti eletti in occasione delle elezioni universitarie del primo e due marzo scorso. Un appuntamento pubblico ed importante non comunicato all’esterno. Misteri che, però, non servono a celare le “malefatte” legate alle ultime consultazioni elettorali, contrassegnate da alcune “sviste” che potrebbero invalidare le elezioni. Alcuni candidati, poi eletti, non avevano infatti i requisiti per essere inseriti in lista.

Il caso più eclatante al Consiglio d’amministrazione, dove Giuseppe Figliomeni, nei controlli post elezioni, è risultato fuori corso , dunque, secondo regolamento, incandidabile. Al suo posto è subentrato Salvatore Belcastro,il secondo della lista Nettuno Acui che con soli 157 voti siederà nell’importante organo di governo. Ovviamente ringrazia il collega escluso…

Altri quattro casi analoghi si sono verificati nei Consigli di Facoltà. Tuttavia, secondo l’Ateneo nulla di sconcertante e comunque non imputabile all’Università.

Come ci spiega il dirigente dell’Ufficio Affari generali, Massimo Fiumara, ogni studente presenta la propria candidatura attraverso una sorta di autocertificazione, in cui dichiara di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dal regolamento. Il modulo viene presentato all’ufficio competente, che verifica nel database interno l’ ‘anagrafe’ dello studente e nel caso in cui tutto risulti regolare appone poi timbro e firma. Diversa la procedura per gli studenti non in elenco, vale a dire quegli universitari che pur avendo pagato le tasse non hanno poi consegnato in segreteria la domanda cartacea e dunque, non risultano iscritti. In questo caso, la candidatura avviene mediante il cosiddetto modello 20, una vera e propria dichiarazione sostitutiva, su cui il controllo amministrativo è successivo.

“Il caso di Figliomeni – afferma Fiumara – è ascrivibile alla prima ipotesi. Questo – secondo il dirigente può significare- due cose: o che lo studente ha non solo reso una dichiarazione mendace ma anche falsato l’autocertificazione oppure che qualche dipendente univeritario ha apposto una firma che non doveva apporre. Del caso – conclude Fiumara- è già stato investito il direttore amministrativo Cardile ed è stata avviata un’istruttoria interna per accertare eventuali responsabilità”.

La domanda però sorge spontanea: perché i controlli non vengono effettuati prima di accettare le candidature?

“Sarebbe una procedura eccessivamente lunga” risponde Fiumara.

Quanto accaduto fa storcere il naso anche al dirigente dell’ Ufficio personale e Segreterie studenti, Fausto Gennuso, che non condivide la soluzione dell’autocertificazione adottata dai vertici dell’Ateneo: “nelle altre Università in cui ho lavorato – afferma- chi voleva candidarsi doveva presentare il certificato di iscrizione completo di tutte le informazioni necessarie per verificare l’eleggibilità. Dal prossimo anno sarà così anche qui”.

Queste ‘sviste’ gettano ombre pesanti sulla regolarità delle elezioni, costate all’Università ben 15 mila euro, a cui vanno aggiunti anche gli straordinari dei dipendenti.

Il tutto,tra l’altro, per assegnare un mandato che durerà solo pochi mesi (6 al massimo 8), in vista della revisione dello statuto, in applicazione della legge Gelmini entrata in vigore lo scorso 29 gennaio.

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