Firmati i decreti di nomina dei rappresentanti studenteschi. Anche il segretario dei Giovani Democratici Lo Re critica la scelta di limitare l’accesso ai corsi universitari. L'Udu chiede al Senato accademico di rivedere la decisione assunta
Studenti pronti a prendere posto negli organi elettivi dell’Università di Messina in cui sono stati eletti. Il rettore Francesco Tomasello pone fine alle polemiche e firma i decreti di nomina degli studenti eletti nel corso delle consultazioni universitarie di inizio marzo.
In realtà – come precisa nel corso della conversazione telefonica – l’accelerazione della firma sul decreto, apposta ieri mattina, non nasce certo dal polverone alzatosi in questi giorni a causa delle ripetute lamentele da parte di studenti ed associazioni universitarie, ma è il frutto della conclusione dell’iter burocratico -amministrativo resosi necessario a seguito di un riscorso. «Abbiamo seguito – ha affermato il Magnifico – i tempi necessari, osservando tutti i parametri». Tomasello non perde, comunque, l’occasione di rispondere agli studenti che in questi giorni hanno contestato i ritardi nella nomina denunciando inoltre come, nonostante questa situazione di vacatio rappresentativa , gli organi di governo abbiano assunto decisioni importanti ed impopolari. In primis quella del “numero chiuso” per tutti i corsi di laurea a partire dal prossimo anno accademico.
«Piuttosto che contestare, gli studenti pensino studiare. Quella del numero chiuso o programmato che dir si voglia è un’iniziativa volta a ridurre il numero degli studenti inattivi». A tal proposito, il rettore ha annunciato che nelle prossime due settimane Senato accademico e Consiglio d’amministrazione «espleteranno varie iniziative per abbassare la media degli inattivi, distinguendo tra chi lo è perché non ha voglia di studiare e che invece ha delle difficoltà. Nei confronti di questi ultimi – ha assicurato Tomasello – adotteremo tutte le misure necessarie a garantire sostegno ed aiuto, magari intensificando l’attività di tutoraggio». Tra gli obiettivi prossimi futuri degli organi di governo ci sarà anche l’adozione di iniziative mirate a «valutare la qualità della didattica».
Gli annunci e le “giustificazioni” di Tomasello non servono però a smorzare le polemiche di questi giorni e sulla questione del “numero chiuso” interviene anche il segretario dei Giovani Democratici della prov. di Messina Gabriele Lo Re. «Tale decisione, approntata in una seduta di Senato Accademico priva di qualsivoglia rappresentanza studentesca – scrive in un comunicato – suscita sbigottimento e costernazione. Noi Giovani Democratici, che fondiamo il nostro “credo politico” sui valori cristallizzati nel dettato costituzionale, riteniamo che ogni giovane debba avere la possibilità di poter scegliere il proprio futuro ed accedere al corso di studi secondo le personali inclinazioni. E’infatti evidente la discriminazione per i giovani, pur capaci e meritevoli, privi di risorse economiche adeguate ad affrontare l’inevitabile percorso di preparazione per superare i test di accesso alle facoltà a numero programmato . Sarebbe senz’altro più opportuno – conclude – far sì che i percorsi formativi possano raccordarsi – attraverso nuovi “curricula” specialistici – con il mercato del lavoro, intercettandone le esigenze e le necessità».
Anche l’Udu (Unione degli universitari) si oppone fermamente alla soluzione del “numero chiuso”, «ritenendola una chiara violazione del diritto allo studio poiché si basa, non in una selezione meritocratica ma su una serie di quiz pilotati». Secondo il sindacato degli studenti «l’inserimento all’interno delle Facoltà dell’ateneo Messinese del numero chiuso limitando l’accesso a tanti giovani è un atto gravissimo che lede il più sacrosanto dei diritti, quello allo studio». In un comunicato, l’Udu chiede quindi al Senato accademico di «rivedere questa decisone e decida di fare un passo indietro coinvolgendo gli studenti in scelte così importanti, non solo per l’università di Messina ma per tutta la cittadinanza».
