Tomasello non sembra disposto a concedere l’esenzione chiesta dagli universitari un mese fa con una petizione. Protesta l’Udu
“Meglio tardi che mai” recita un vecchio proverbio, perfetto a descrivere la situazione vissuta dagli studenti della facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche Naturali dell’Università di Messina, dove solo in questi giorni sono iniziate le lezioni, dopo mesi di paralisi pressoché totale dell’attività didattica . Il preside Mario Gattuso – raggiunto telefonicamente – conferma, infatti, che i quarantuno esperti “assoldati” per colmare il vuoto didattico lasciato dai ricercatori in protesta contro la legge Gelmini, da cui si sentono fortemente penalizzati, hanno preso possesso delle cattedre , dando finalmente il via alle lezioni. I disagi degli universitari, però, non svaniranno d’improvviso, come per magia, e ne è perfettamente cosciente Gattuso quando spiega che «il coordinatore didattico della facoltà sta concordando gli orari delle lezioni con gli studenti», i quali per recuperare il tempo perduto (ben 7 mesi) saranno sottoposti ad un sovraccarico di ore, del quale probabilmente, anzi sicuramente, avrebbero fatto volentieri a meno. «Per poter portare a termine il ciclo didattico – afferma il preside di Scienze – saremo necessariamente costretti a forzare i ritmi delle lezioni, ma ne terremo conto in sede d’esami, che inizieranno regolarmente a metà giugno».
Alla luce di tali disservizi, non previsti e certamente non voluti , già un mese fa, gli studenti della facoltà presieduta da Gattuso avevano avviato una raccolta firme per chiedere al rettore Francesco Tomasello di essere esentati dal pagamento del conguaglio, previsto entro le date 31/05/2011 e 31/07/2011, o quantomeno ricevere un rimborso per tutte le lezioni e ore di laboratorio perse, loro malgrado (vedi articolo correlato). Per capire se questa richiesta – ad oggi rimasta ufficialmente senza risposta – potrà essere accolta, abbiamo contatto il magnifico, il quale – colto di sorpresa dalla nostra domanda – ha dapprima rinviato la risposta ad un momento successivo perché in viaggio e quindi impossibilitato a parlare e, poi , su nostra insistenza, al quesito se verrà presa in considerazione l’ipotesi di non far pagare le tasse a quegli studenti che, di fatto, non hanno beneficiato del servizio per il quale versano i contributi all’Università, ha chiosato: « Non credo proprio e comunque decideremo in Senato accademico, che tornerà a riunirsi il prossimo 9 maggio».
Stando alle dichiarazioni di Tomasello, le 321 firme raccolte dagli studenti di Scienze ed allegate alla petizione rimarranno carta straccia. Oltre ai disagi “formativi”, dunque, gli universitari e le loro famiglie dovranno tollerare anche quelli economici.
La poca “flessibilità” dei vertici dell’Ateneo sulla questione tasse ha scatenato l’immediata reazione dell’Udu (Unione degli universitari) secondo cui «quest’anno siamo proprio arrivati al limite dei disservizi e non è possibile che gli studenti siano costretti a pagare le tasse senza aver avuto la possibilità di seguire le lezioni».
