«Siamo nudi e ci danno il cappello»: anche a Villa si discute di Ponte e trasporti

«Siamo nudi e ci danno il cappello»: anche a Villa si discute di Ponte e trasporti

Redazione

«Siamo nudi e ci danno il cappello»: anche a Villa si discute di Ponte e trasporti

venerdì 27 Febbraio 2009 - 14:31

Il dibattito s'è infiammato all'interno del convegno -I nuovi piani paesaggistici regionali, innovazioni e convergenze- tenutosi presso l'Altafiumara Hotel, a Villa San Giovanni

«Quando ero piccolo, ricordo che un giorno entrai, a Bova, nella casa di un uomo anziano. Era vestito alla meno peggio, con un’umida calzamaglia bucherellata qui e lì. Infreddolito, aveva il cappello. Fu una cosa che mi incuriosì molto, perchè quel pover’uomo, quasi in mutande, teneva il cappello per proteggersi dal freddo»: così, Giuseppe Bova, presidente del Consiglio regionale della Calabria, stamani a margine del convegno nazionale -I nuovi piani paesaggistici regionali, innovazioni e convergenze- tenutosi presso l’Altafiumara Hotel, a Villa San Giovanni, ci ha risposto quando gli abbiamo chiesto cosa pensa della decisione del Governo di rilanciare il progetto del Ponte: «Siamo in mutande e ci danno il cappello».

Non ha, però, Bova, alcun tipo di preclusione ideologica. E ne parla nel corso dei sauti introduttivi al tavolo del convegno: «Il paesaggio cui vogliamo fare riferimento non è il paesaggio selvaggio di un milione di anni fa, ma è piuttosto un paesaggio in cui l’uomo, con tutte le attività degli esseri umani, è parte integrante. Non dobbiamo essere fondamentalisti nè dello sviluppo sfrenato e senza regole, ma neanche dell’ambientalismo radicale che ci impedirebbe di andare avanti. Bisogna, piuttosto, far conciliare le nostre esigenze principali, e cioè quella di salvaguardare il paesaggio che la natura ci ha regalato continuando a svilupparci e crescere, costruendo le infrastrutture in modo consono all’ambiente che le circonda».

Per questo motivo il convegno odierno, che affianca la Regione Calabria alla Regione Emilia Romagna, è molto importante, per riconsiderare in modo nuovo e diverso il paesaggio che dobbiamo valorizzare perchè è una delle principali risorse turistiche della nostra Regione.

Il convegno, promosso dall’Assessorato all’Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, guidato dall’Assessore On. Michelangelo Tripodi, si pone a due anni di distanza dal Forum delle Regioni e Province Europee svoltosi il 19 gennaio 2007 e si mantiene all’interno del progetto di gemelaggio A.G.I.R.E. POR e del Protocollo di Collaborazione -buone pratiche nella tutela del paesaggio e del territorio per il funzionamnto dell’Osservatorio Regionale per il Paesaggio-.

L’incontro muove dalla necessità di promuovere e diffondere una nuova cultura del paesaggio nell’ambito dell’elaborazione del Piano Paesaggistico, attraverso un costruttivo dibattito che possa individuare possibili contenuti e metodi della pianificazione paesaggistica in atto presso le Regioni indagando ambiti, vincoli, obiettivi di qualità per la definizione di indirizzi operativi di pianificazione del paesaggio verso l’attuazione dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio e della Parte III del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Proprio alla Convenzione Europea del Paesaggio, ma anche al titolo V della Costituzione, fa riferimento Giuseppe Bova quando ci parla del modo in cui la Calabria deve imparare a tutelare il proprio paesaggio: il convegno diventa così occasione per riflettere sulle tematiche più varie del territorio dello Stretto, dal turismo alle infrastrutture, dai trasporti alla criminalità organizzata e così via dicendo.

Ed è il Sindaco di Villa San Giovanni, Giancarlo Melito (nella foto accanto), che approfondisce in modo molto dettagliato gli argomenti sopra accennati.

«Ringrazio, innanzitutto, l’on. Michelangelo Tripodi – esordisce il sindaco Melito – per la realizzazione di questo convegno proprio qui a Villa San Giovanni, dove il paesaggio è una forza fondamentale per il nostro sviluppo. A Villa abbiamo quasi 900 posti letto, alberghi di lusso come questo (Altafiumara n.d.r.) che due anni fa è stato premiato come il miglior cinque stelle d’Italia, e una ricettività estremamente buona, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Quindi dobbiamo assolutamente puntare sul turismo come volano di sviluppo, valorizzando il nostro paesaggio».

Con Melito parliamo molto del Ponte, che è un pò l’argomento del giorno dopo le fresche dichiarazioni del Ministro Matteoli che nei giorni scorsi ha rilanciato il progetto.

«Non ho alcun tipo di preclusione ideologica, ma bisogna che sussistano due condizioni: a) pretendiamo che il governo discuta con noi, con noi di Villa, di Messina, di Reggio, con noi che saremo i diretti interessati a subire anche i disagi che i cantieri e gli anni in cui si lavorerà per il Ponte potranno provocare. b) bisognerebbe stilare prima di tutto una scaletta delle priorità. Il ponte potrebbe essere un’opera valida se collegasse due ricchezze. Calabria e Sicilia, invece, sono due sistemi di infrastrutture morte, antiche, lente e malfunzionanti. Da Palermo a Catania ci impieghiamo quasi 4 ore, e sull’A3 Salerno – Reggio Calabria è meglio stendere un velo pietoso così come sulla linea ferroviaria che, viste le novità degli ultimi giorni, taglia quasi completamente fuori dai propri circuiti la Calabria meridionale, oltre che la Sicilia. Prima vanno migliorati i sistemi infrastrutturali di strade, ponti, porti e ferrovie delle due Regioni, e dopo potremo parlare, insieme al Governo, coinvolti nel discorso progettuale, di Ponte. Adesso non è una priorità.

E poi non è ammissibile che lo Stato venga a chiamare noi Sindaci solo quando bisogna occuparsi di cose negative o problematiche: combattere la criminalità organizzata, innovare le politiche di welfare ecc. ecc. … e poi ci ritroviamo con le auto bruciate! Quando, invece, bisogna realizzare costruzioni, fare qualcosa di positivo, non ci consultano mai».

Intanto, però, crescita e sviluppo non dipendono solo dal Ponte. E allora Villa San Giovanni come si pone nello scenario dello Stretto, dell’Area dello Stretto e delle proprie potenzialità?

«Villa San Giovanni – risponde il Sindaco Melito – da ormai oltre un secolo s’è specializzata nella gestione del traghettamento con la Sicilia, per motivi assolutamente geografici e naturali: siamo il centro più vicino a Messina ed è quindi normale, e ovvio, che da qui partano i traghetti. Noi vogliamo liberare, però, il centro del nostro litorale, dai moli commerciali. Stiamo pensando alla realizzazione di un porto, dedicato esclusivamente ai traghetti con Messina, a sud di Villa San Giovanni, in modo che vi si possa accedere dirttamente da uno svincolo apposito dell’autostrada, liberando finalmente il nostro tranquillo centro cittadino dal traffico che ne disturba la quiete, l’ambiente, la qualità dell’aria e la viabilità. Dopo di ciò, bisogna concentrarsi, insieme ai Sindaci di Reggio e Messina, sulla questione dei trasporti nello Stretto e della mobilità interna alle due sponde, affinchè si creino virtuosi circuiti turistici che ci consentano di lavorare in un rapporto di grande sinergia».

Come se Reggio, Villa e Messina fossero tre quartieri di un’unica, grande città.

«Sì, come se Reggio, Villa e Messina fossero tre quartieri di un’unica grande città».

Perchè se, da una parte, Villa è il centro più piccolo dello Stretto, dopo Reggio e Messina, appunto, è anche geograficamente e strategicamente il più importante come snodo di collegamento tra i due centri urbani principali e come posizione geografica all’imboccatura dello Stretto.

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