Addio allo scultore Paolo Schiavocampo

Addio allo scultore Paolo Schiavocampo

Redazione

Addio allo scultore Paolo Schiavocampo

mercoledì 19 Gennaio 2022 - 07:10

Lutto nel mondo dell'arte. Il ricordo di Antonio Presti

Paolo Schiavocampo, maestro di pittura e scultura, conosciuto a livello internazionale per le sue sculture le cui vestigia meccaniche, recuperate da discariche industriali (ingranaggi, alettoni, tubi…), è scomparso all’età di novantasette anni.

Rapporto tra opere e spazi

Nella sua produzione opere di dimensioni ambientali che con le loro forme geometriche essenziali si pongono in profonda relazione con gli spazi nei quali vengono collocate. Nei primi anni ’80, nasce in lui il desiderio di cimentarsi con la grande scultura a valenza pubblica. Sul finire del decennio, Antonio Presti lo coinvolge nel suo progetto di trasformazione del territorio fra Tusa e i comuni limitrofi in un grande museo all’aperto: la Fiumara d’Arte.

Una collaborazione che accetta con entusiasmo e che si rinsalda attraverso il continuo stimolo reciproco fra le idee di Presti e le sue, arrivando infine alla realizzazione di una grande opera in cemento e ferro (tra quelle che oggi si possono ammirare all’interno del parco di Consagra, Festa, Lanfredini, Dorazio, Nagasawa, Staccioli, Di Palma) in una delle svolte della salita (SS176) che porta al comune di Castel di Lucio: Una curva gettata alle spalle del tempo.

Il ricordo di Antonio Presti

“Un grande abbraccio ideale a un maestro della scultura, – è il cordoglio di Antonio Presti, Presidente della Fondazione Fiumara d’Arte – una delle figure più importanti nel panorama contemporaneo internazionale e uno dei primi artisti del museo a cielo aperto Fiumara d’Arte.  Ci legava un grande rapporto di affettuosa stima e di empatia, un artista dal grande cuore e dotato di una straordinaria generosità. Paolo era un artista umile, per bene, un uomo ironico, generoso con tutti, e specialmente con i ragazzi con i quali amava discutere con uno statuto morale di uomo e artista. Era l’anno 1988 quando iniziò la costruzione dell’opera “Una curva gettata alle spalle del tempo”.

Paolo Schiavocampo

Nell’ultimo restauro delle sculture del museo a cielo aperto Fiumara d’Arte, Paolo Schiavocampo insieme ad Antonio Presti si sono confrontati su una nuova proposta di restauro attraverso il processo artistico di conservazione, trasformazione e rigenerazione. E’ nata così una nuova scultura restituendo così una nuova visione.

L’aneddoto

“L’opera originaria di Paolo, come del resto tutte le opere di Fiumara d’Arte, – continua Antonio Presti raccontando questo aneddoto – fu sequestrata per abusivismo. Dopo tanti anni, l’opera fu finalmente dissequestrata e riconsegnata a Fiumara d’Arte con tutta la carpenteria in lamine di metallo.  Fu un momento di grande intesa tra me e Paolo, non rimuovere la carpenteria lasciando l’opera di solo cemento armato ma di fare diventare quella carpenteria la pelle dell’opera. A conclusione dei tanti processi e vicissitudini ormai note dalla stampa della Fiumara d’Arte, l’ultimo restauro avviato nel 2016 fu l’occasione di un’azione completamente innovativa rispetto al restauro: rigenerare attorno la scultura madre una nuova opera, una monumentale struttura in acciaio che avvolge armoniosamente l’opera esistente, ed accanto uno stonehenge di marmo rosso di San Marco d’Alunzio”.

Una grande complicità e intesa artistica tra due maestri sempre con una visione al futuro.

“Voglio consegnare al futuro – conclude Presti – l’immortalità di un artista che non è solo arte ma dignità, morale, condivisione, complicità, bene comune, che in questa contemporaneità sono doti più che mai rare.  Spero che la testimonianza di vita di Paolo possa restituire a tutti  una lezione di ammonimento ma anche di crescita e di avanguardia creativa.  Esaltiamo la freschezza e innocenza di quest’artista che è stato contemporaneo in ogni istante della sua vita,  sempre con spirito d’innovazione e avanguardia creativa. Spero che entro quest’anno si possa inaugurare la sua ultima opera monumentale, per esaltare quella gioia di vivere che paolo ci ha lasciato”.

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