L'ex sindaco di Messina annuncia di volersi costituire parte civile al processo che partirà a novembre sulla gestione dei dati covid in Sicilia
Inizierà il prossimo 10 novembre il processo che vede come imputato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. L’esponente della giunta Musumeci, dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Palermo, ha chiesto ed ottenuto di andare a giudizio immediato, difeso dall’avvocato Enrico Trantino.
L’inchiesta è quella sulla presunta manipolazione dei dati covid in Sicilia, sfociata nei provvedimenti del marzo 2021. All’epoca Razza, raggiunto da un avviso di garanzia e dalle polemiche scatenate in particolare dalla intercettazione in cui invitava a “spalmare i morti” nei bollettini, rassegnò le dimissioni ma fu poi richiamato da Musumeci.
Giudizio immediato anche per l’ex dirigente del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico Maria Letizia Di Liberti e il direttore del Servizio 4 del Dasoe Mario Palermo.
De Luca: “A quell’udienza ci sarò pure io”
Parola dell’ex sindaco di Messina: “Chiederò al Tribunale di ammettere la mia costituzione di parte civile. Anche io sono parte lesa in questo processo: come ex Sindaco di Messina che ha denunciato le inefficienze del sistema sanitario regionale presentando ben 4 esposti all’Autorità Giudiziaria, ma ancor di più come siciliano che ha dovuto subire lo scempio di un sistema sanitario che invece di preoccuparsi di fornire le cure e l’assistenza al suo popolo, giocava con i dati, “spalmava i morti”, minacciava querele e ordiva complotti contro De Luca, reo di difendere i siciliani e di volere porre fine alla mala gestio della politica dei gattopardi siciliani che pensano solo a se stessi ed alla loro poltrona, anche a discapito dei morti di Covid.”, conclude Cateno De Luca che torna a chiedere le dimissioni di Razza

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