L'ex consigliere provinciale è intervenuto sulla questione relativa allo Sportello jonico, invocando una mediazione tra il primo cittadino Sebastiano Foti e l'Università e chiedendo all'Unione dei Comuni di fare la sua parte convocando i sindaci del comprensorio
Ancora a rischio chiusura il Consorzio Universitario di Furci Siculo che permette agli studenti del comprensorio jonico e alcanterino di sbrigare le pratiche universitarie senza dover arrivare per forza alle segreterie messinesi. Un servizio indispensabile, messo a repentaglio dalle difficoltà economiche dei due comuni associati, Furci Siculo e Mandanici (subentrato a Roccafiorita), di mandare avanti la struttura. L’ultimo grido di allarme si era levato a ottobre quando il sindaco di Furci, Sebastiano Foti, aveva rivolto un appello ai colleghi del comprensorio perché contribuissero al mantenimento dell’ente tramite il versamento di una quota annuale pari a 500 euro. Un appello a cui aveva invece risposto l’Unione dei Comuni delle Valli Joniche e dei Peloritani che aveva “salvato” il Consorzio, su cui continua però a pendere una spada di Damocle da cui sembra difficile liberarsi definitivamente. La questione non è solo sociale, ma è diventata anche politica, tanto che a pronunciarsi sulla vicenda è l’ex consigliere provinciale Matteo Francilia che accusa l’amministrazione furcese di “incapacità nel rapportarsi con le istituzioni universitarie” a causa della “mancanza di praticità degli stessi per tentare di risolvere i problemi del proprio territorio”. Mediare con l’Università è il consiglio di Francilia che invita Foti a “recarsi all’Università” per trovare “una soluzione idonea” per “mantenere lo sportello sul territorio”. L’ex rappresentante provinciale si rivolge anche all’Unione dei Comuni perché convochi al più presto un incontro con tutti i sindaci “per affrontare anche l’aspetto economico-gestionale del servizio”. “Per anni abbiamo difeso questa struttura con le unghie e con i denti – conclude Francilia – sarebbe una sconfitta perdere un servizio così importante senza provare a reagire”.
Giusy Briguglio
