Il commissario La Corte, il direttore Conte e il responsabile dell’esercizio della tranvia Signorelli definiscono semplicistica e priva di valide argomentazioni tecniche la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali
Una replica con triplice sottoscrizione quella che giunge ai rappresentanti di OrSa e Rsu Giovanni Conti e Giovanni Burgio alla richiesta di modificare l’attuale progetto per l’adattamento della linea tranviaria al nuovo terminal di Gazzi, “inaugurato” in mezzo ad uno stuolo di polemiche qualche settimana fa. Ricordiamo, infatti, che dopo il “taglio del nastro” il binario è stato nuovamente chiuso per la messa a punto di alcune questioni di carattere tecnico.
A rispondere, con tono altrettanto esplicito a quello utilizzato dai rappresentanti sindacali, il commissario straordinario Cristofaro La Corte, il direttore generale Claudio Conte e il direttore di esercizio della tranvia Domenico Signorelli: «Definire “superfluo, dispendioso e peggiorativo in termini di sicurezza e di attesa” un progetto comunale redatto dagli stessi progettisti della rete tranviaria che ha già ottenuto l’approvazione dell’Ustif, costituisce una valutazione semplicistica evidentemente non supportata da adeguate argomentazione tecniche. Per di più – affermano i tre vertici aziendali – risulta evidente come a parlare siano persone che non hanno alcuna responsabilità tecnica, civile, amministrative e penale come invece è per il Comune e per l’Atm».
Secondo quanto affermato da La Corte, Conte e Signorelli, la proposta di modifica dei binari del tram avanzata da OrSa ed Rsu, non può esistere per una lunga serie di motivi: «Per l’opera in esame esiste già un progetto redatto da coloro che hanno realizzato la tranvia e per la cui esecuzione sussiste una copertura finanziaria. L’Atm – ribadiscono con forza i rappresentanti dell’azienda – non è mai entrata in merito alla progettazione in quanto non committente».
Dettagliate e precise anche le risposte fornite dai vertici aziendali rispetto al “risparmio” che a detta delle organizzazioni sindacali, l’Atm potrebbe avere seguendo la soluzione prospettata da OrSa e Rsu: «L’analisi dei costi espressi nel comunicato anche se apparentemente vantaggiosa – affermano i dirigenti – non tiene conto che l’opera pubblica in questione comporta una spesa decisamente più rilevante dei 5 mila euro considerati, (l’Atm parla di 80 mila euro ndr), in considerazione degli oneri connessi, quali parcelle di progettisti, direttore dei lavori, collaudatori, personale tecnico Ustif, tecnico addetto alla vigilanza sul lavoro».
A ciò si aggiunge poi la “benedizione” data al progetto proprio dall’Ufficio Trasporti Impianti Fissi, unico soggetto competente in materia in sicurezza: «Qualsiasi variazione a quanto già approvato comporta non corrispondenza ai parametri Ustif individuati e conseguentemente le negazione di nullaosta per l’inizio dei lavori».
(foto Dino Sturiale)
