Gli avvisi risultano emessi in data 16 febbraio 2023 con scadenza 28 febbraio dello stesso anno
FURCI – I consiglieri di minoranza hanno presentato una interrogazione sulla ritardata trasmissione da parte dell’ufficio tributi in merito agli avvisi Tarip (la tassa sui rifiuti) e dei relativi modelli di pagamento F24 (acconto e saldo), nel rispetto delle scadenze previste dal piano tariffario approvato dal Consiglio comunale. I consiglieri Angelo Manganaro, Maria Vera Scarcella, Francesca Spadaro e Francesco Rigano hanno chiesto al presidente del Consiglio Giovanni Curcuruto di inserire l’argomento all’ordine del giorno della prossima seduta. Al sindaco, Matteo Francilia, si chiedono le “motivazioni che hanno determinato un ritardo così importante nella trasmissione degli avvisi Tarip e dei modelli di pagamento Saldo 2022”. Nel documento si evidenzia che nell’ultima “rata a saldo è stata prevista la scadenza del 28 febbraio 2023; che solo dalla seconda decade del mese di giugno in corso (per quello che ci è dato sapere) stanno arrivando i relativi avvisi a saldo con allegato modello F24 di pagamento; che gli avvisi risultano emessi in data 16 febbraio 2023, comunque con notevole ritardo rispetto alla data di scadenza prevista del 28 febbraio 2023, considerando i tempi di spedizione e che i medesimi avvisi risultano pervenuti (o comunque stanno pervenendo agli utenti) solo a giugno, sempre con scadenza 28 febbraio 2023, con un ritardo non giustificabile”.
“Problemi nella gestione contabile”
Ad avviso della minoranza, inoltre “il notevole ritardo (di oltre 4 mesi) nell’invio dell’avviso di pagamento rispetto alla scadenza prevista (28 febbraio 2023) può determinare gravi problemi nella gestione contabile dell’ente che potrebbe assumere impegni sul presupposto di voci di entrata che non si sono nel tempo realizzate (compresi eventuali interessi e sanzioni da applicare in caso di ritardato pagamento). Inoltre, la mancata riscossione nei tempi preventivati può aver determinato una mancanza di liquidità con conseguente necessità di fare ricorso all’istituto dell’anticipazione di tesoreria con conseguente pagamento di interessi passivi. I cittadini – proseguono Manganaro, Scarcella, Spadaro e Rigano – devono essere messi in condizione di pagare mediante la previsione di scadenze certe, al fine di evitare di essere messi sotto pressione nel pagamento di tasse comunali per fatti a loro non imputabili. In ogni caso considerata la data di emissione degli avvisi gli stessi risultano emessi in violazione dell’articolo 21 del regolamento Tarip 2021. Il pagamento dei tributi – conclude la minoranza – dovrebbe essere scaglionato in modo tale da non determinare sovrapposizioni tra gli stessi (nella specie il pagamento del saldo Tarip 2022 coincide con la scadenza della prima rata Imu 2023)”.
