-Che nel settore dei servizi sociali non s’abbia mai più a verificarsi un caso Futura-. È il monito che il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, lancia riaprendo la questione dei bandi relativi ai servizi sociali erogati dal Comune di Messina, proprio nel giorno in cui la Cooperativa Futura è convocata presso l’Ufficio provinciale del lavoro sul mancato pagamento di 5 mensilità ai 130 dipendenti. -Quello della Futura è un caso limite. Da sempre, con puntuale cadenza, ci ritroviamo a protestare per i ritardi nei pagamenti o per altre violazioni ai diritti dei lavoratori. Oggi sembra addirittura che non sia stato versato il TFR che viene però sottratto dalle buste paga. Ma invece di adoperarsi per studiare norme certe a garanzia dei lavoratori e della qualità di quei pochi servizi erogati ai cittadini, il Comune perde tempo e ci farà arrivare a ridosso della scadenza dei bandi così da far scattare il solito giochetto del tutto di corsa che finisce per agevolare sempre i soliti soggetti del nostro territorio-, osserva Oceano.
Per la Cgil occorre convocare immediatamente il Tavolo sui servizi sociali sul quale si erano impegnati gli assessori competenti, e avere così il tempo necessario a predisporre bandi seri che prevedano garanzie certe per lavoratori e utenti, che prevedano controlli esterni e indipendenti sulla effettiva qualità dei servizi erogati, e che consentano la partecipazione alla gara del più ampio numero di soggetti possibile, anche esterni al territorio locale.
-Che fine ha fatto il Tavolo sui servizi sociali che il Comune si era impegnato a convocare? – chiede Oceano-. Un appuntamento così importante per una città come la nostra dove i servizi erogati sono ben al di sotto della media regionale e dove i 700 lavoratori del settore percepiscono, nel migliore dei casi, le loro retribuzioni con due mesi di attesa anche per i ritardi con cui il Comune salda le fatture, l’amministrazione non ritiene necessario o urgente intervenire ma ancora una volta lascia passare i giorni. Non vorremmo – spiega Oceano- che questo meccanismo sia da mettere in relazione alla troppo stretta contiguità tra la politica, alcuni consiglieri comunali, assessori, persino deputati, e i soggetti che gestiscono o vorrebbero gestire i servizi sociali, siano le solite cooperative sia la SISE, o altri-.
Oceano sottolinea come quello dei servizi sociali sia un settore fondamentale
nell’amministrazione di un comune perché interviene su due fronti, quello del
supporto alle famiglie e quello economico-occupazionale rappresentando di fatto un potenziale volano. -Se in una città funzionano i servizi sociali c’è più lavoro e l’economia ne trae vantaggio. Se le persone percepiscono puntualmente lo stipendio i consumi non subiscono le contrazioni inevitabilmente legate all’incertezza di avere a fine mese la disponibilità dello stipendio. Se chi è in età da lavoro, e soprattutto le donne, non deve restare a casa perché non ci sono servizi all’infanzia o assistenza per i genitori non più autosufficienti, si mette in moto quel meccanismo che fa dire agli economisti di ogni rientamento e nazionalità che per ogni posto di lavoro al femminile si ha il doppio della ricaduta sul PIL – osserva Oceano-. Convocare oggi il Tavolo per studiare adeguatamente la questione e predisporre bandi che blindino qualità dei servizi e diritti dei lavoratori significa impegnarsi per questa città. Il contrario- conclude il segretario generale della Cgil di Messina – non potrebbe non farci pensare che il Comune, come spesso accade, al benessere della città, dei cittadini e dei lavoratori preferisca la gestione del potere per il consenso, non importa se legato alle cooperative, alla Sise, o agli amici-.
