Ne faranno parte Comune, Genio Civile, Università, Papardo e il Piemonte stesso. E' stato deciso durante la riunione di ieri in Prefettura, su proposta del sindaco Buzzanca. Cgil, Cisl e Uil stigmatizzano la loro esclusione dal tavolo: stamattina i dipendenti decideranno su eventuali azioni di protesta
A decidere cosa ne sarà dell’ospedale Piemonte sarà un comitato tecnico. Passa all’unanimità, dunque, la proposta avanzata dal sindaco Giuseppe Buzzanca di affidare a un tavolo composto dalle parti in causa le decisioni sul futuro dell’unica struttura ospedaliera del centro cittadino. Alla riunione tenutasi ieri pomeriggio in Prefettura hanno partecipato, oltre al sindaco stesso e al prefetto Alecci, anche il commissario dell’azienda ospedaliera, Beninati, il direttore generale del Papardo Sirna, l’ingegnere capo del Genio Civile Sciacca, Coglitore e Recupero per l’Università, l’assessore Duca per la Provincia.
Il comitato tecnico, di cui faranno parte i rappresentanti del Comune, dell’Università, del Piemonte, del Papardo e del Genio Civile, avrà due compiti essenziali: approfondire l’aspetto sismologico; verificare le condizioni finanziarie per realizzare quei lavori di cui la struttura necessiterà. Su questo fronte Buzzanca ricorda che la legge prevede che per il 70 per cento le risorse dovranno venire dal dipartimento di Protezione civile e per il restante 30 per cento dall’azienda stessa. In attesa che il comitato si insedi e deliberi sul da farsi (ci vorranno un paio di settimane), verrà inviata una nota congiunta all’assessorato regionale alla Sanità.
Intanto c’è chi non ha gradito l’esclusione dal tavolo: sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che attraverso una nota stigmatizzano questa scelta e promettono battaglia. Nel pomeriggio di ieri i dirigenti delle organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici dell’ospedale, e al termine della riunione hanno convocato una assemblea di tutti i lavoratori che si terrà a partire dalle 9.00 di questa mattina nell’aula del nosocomio cittadino per valutare e decidere eventuali iniziative di protesta. Parallelamente verrà chiesto un incontro al prefetto sottolineando le inevitabili ricadute di una eventuale chiusura dell’ospedale sia in termini occupazionali che assistenziali. «A rischio – si legge in una nota congiunta – sono infatti centinaia di posti letto e l’unico Pronto soccorso centrale in città la cui operatività è fortemente legata al mantenimento di reparti d’emergenza come rianimazione e l’UTIC».
(foto Dino Sturiale)
