La scuola viene chiamata in prima linea nella lotta e prevenzione del disagio e, senza dubbio, rappresenta il contesto privilegiato per la diffusione di interventi volti alla promozione del benessere psicologico e della tutela psico-fisica dell’infanzia
Sensibilizzare i docenti su uno dei mali peggiori dell’umanità, il più degradante ed umiliante che,
purtroppo, è in continua espansione: la violenza sui minori.
Questo è l' obiettivo del programma di prevenzione realizzato dal Servizio di Psicologia dell'ASP
Messina in applicazione alle linee guida regionali in tema di abuso e maltrattamento dei minori.
I dati sui casi di violenza sono agghiaccianti, si parla di più di 40.000 bambini l'anno che subiscono
violenze di ogni tipo: le conseguenze sono drammatiche e possono lasciare segni indelebili sulla
strutturazione della personalità delle piccole vittime con danni psichici difficilmente riparabili se
non si attui una qualche forma di protezione.
Il dolore fisico e le eventuali ferite riportate dai bambini vittime di episodi di violenza possono guarire completamente senza lasciare tracce visibili, ma, le conseguenze psicologiche possono persistere fino all’età adulta: infatti è clinicamente dimostrato la presenza di un legame esistente tra problemi psichici e condizioni di vita caratterizzate da violenze, maltrattamenti fisici e psicologici.
Pertanto è importante formare gli insegnanti in tal senso, fornendo elementi di conoscenza utili
all'individuazione precoce di quegli indicatori di rischio, spie di una sottostante situazione di abuso
o maltrattamento. Gli incontri condotti, cui, negli anni precedenti, hanno partecipato docenti della scuola afferenti agli Istituti Comprensivi di Messina e Provincia, proseguiranno nell' Istituto comprensivo D'Alcontres di Barcellona.
Tali interventi, che hanno coinvolto molte scuole dell'Area Metropolitana e della Provincia e proseguiranno nei Comuni di Barcellona e Terme Vigliatore, sono stati realizzati da Dirigenti Psicologhe qualificate nel settore: dott.sse Lucia Lo Giudice, Basilia Gentile, Maria Sidoti, nella convinzione che il modo migliore di occuparsi della violenza è fermarla prima che avvenga, mediante specifici programmi di prevenzione nel suo significato letterale di “venire prima”, cioè a dire, creare una serie di condizioni sociali, educative, culturali, che consentano di evitare che un determinato comportamento a rischio o pericolo accada o continui ad accadere.
Da questo punto di vista la scuola viene chiamata in prima linea nella lotta e prevenzione del disagio e, senza dubbio, rappresenta il contesto privilegiato per la diffusione di interventi volti alla promozione del benessere psicologico e della tutela psico-fisica dell’infanzia, dal momento che gli insegnanti rappresentano un riferimento educativo imprescindibile e soprattutto un potenziale fattore di protezione all’interno di situazioni di rischio.
Prima si riconosce che il bambino è vittima di violenza prima sarà possibile attivare un percorso di protezione del minore.Ciò non ci consentirà di eliminare la violenza ma sicuramente i rischi ad essa connessa mediante la costruzione negli educatori e negli operatori di quelle conoscenze e competenze che consentano ai soggetti più fragili di essere meno vulnerabili di fronte ai rischi della società in cui vivono.
Prevenendo la violenza oggi, contribuiremo a costruire un futuro in cui la violenza non sarà più tollerata.
