Tomasello non torna sui suoi passi: «Ecco perché vado avanti»

Tomasello non torna sui suoi passi: «Ecco perché vado avanti»

Tomasello non torna sui suoi passi: «Ecco perché vado avanti»

lunedì 24 Novembre 2008 - 19:54

Durante il Senato Accademico, il rettore elenca, in sette punti, i motivi per cui dice di «accogliere l'invito a proseguire con determinazione sulla strada del rinnovamento dell'ateneo»

«Proseguirò sulla strada del rinnovamento dell’Università, e vi spiego perché». Il rettore Franco Tomasello sceglie la sede del Senato Accademico, riunitosi questo pomeriggio, per rilanciare la sua azione, e lo fa elencando sette punti che giustificherebbero, in sostanza, la sua intenzione di non dimettersi.

Dopo gli interventi del Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria, prof. Vincenzo Chiofalo, e dei rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio della Facoltà di Medicina Veterinaria, Maria Flaminia Persichetti ed Ettore Napoli, il Senato Accademico ha espresso sentimenti di solidarietà nei confronti di questi ultimi. Ha deciso, inoltre, dopo ampio dibattito, in considerazione dei fatti incontestabili presi in esame, di accogliere la proposta del Preside di invitare l’Amministrazione ad adottare provvedimenti esemplari nei confronti dei dipendenti dell’Università che, intervenendo a trasmissioni televisive, hanno reso dichiarazioni lesive dell’immagine dell’Ateneo.

Il Senato Accademico, infatti, ritiene le dichiarazioni oggi esaminate gravemente diffamatorie, avendo accertato che le stesse sono, non solo infondate, ma anche contraddette da documenti inoppugnabili e smentite dalle decisioni già rese dagli organi della giustizia amministrativa.

Come detto, ha parlato anche il rettore Tomasello: «Molte buone ragioni – ha dichiarato – mi convincono ad accogliere l’invito unanime del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione a proseguire con determinazione sulla strada del rinnovamento dell’Ateneo di Messina».

Il rettore li elenca uno per uno:

«1) Ho un curriculum scientifico e professionale di un certo rilievo ed una reputazione internazionale negli studi della mia disciplina. E’ una fortuna che saranno presto esibiti nel nostro sito i curricula di tutti i colleghi, per capire chi è chi parla.

2) Nei giorni 20 e 21 novembre u.s. una partecipazione mai vista della Comunità accademica con un numero altissimo di presenze ha dato tangibile riconoscimento per gli obiettivi conseguiti in unità di intenti.

3) Il capo di imputazione (la presunta interferenza in un concorso per associato) che mi riguarda, nasce dalla denuncia di un docente in servizio e dovrà essere ancora tutto dimostrato. Sono stato prosciolto dalle vicende del progetto europeo Lipin.

4) L’ampio voto democratico, liberamente espresso, che ha rinnovato il mio mandato un anno e mezzo fa, non può essere scalfito da una sparuta minoranza, ancor più perché maldestramente vestita con gli abiti del garantismo a senso unico.

5) Abbiamo definito le parentele e affinità dell’Università, non ritenendole lesive dell’immagine dell’Ateneo se corredate da curricula di significativo valore. Chi parla di questo in modo improprio deve fare prima i conti in casa propria.

6) Abbiamo l’esigenza di capire quali siano stati i veri problemi di questo Ateneo negli anni 1998-2008 e dobbiamo attendere gli esiti della ispezione ministeriale che io stesso ho richiesto al Ministro dell’Università.

7) Da ultimo, non avendo natali illustri ma sicuramente molto dignitosi, ho imparato a riconoscere le frequenti espressioni di nobiltà dell’animo umano e a difendermi dalle sue sporadiche ma pervicaci cattiverie».

(foto Dino Sturiale)

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