Al Palazzo di Vetro a New York i giornalisti UNCA celebrano l’ONU e la verità

Al Palazzo di Vetro a New York i giornalisti UNCA celebrano l’ONU e la verità

Redazione

Al Palazzo di Vetro a New York i giornalisti UNCA celebrano l’ONU e la verità

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    lunedì 15 Dicembre 2025 - 11:39
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    NEW YORK (ITALPRESS) – Nel cuore del Palazzo di Vetro, dove da ottant’anni si incrociano diplomazia, conflitti e speranze, l’UN Correspondents Association (UNCA) ha celebrato l’anniversario delle Nazioni Unite con un gala che è stato molto più di una cerimonia. È stato un atto politico e civile, dedicato al valore della verità, alla libertà di stampa e alla responsabilità morale di chi racconta i conflitti nel mondo.
    Ad aprire la serata è stata la presidente dell’UNCA, Valeria Robecco, che ha posto subito la domanda centrale del 2025: qual è il prezzo della verità? Un prezzo altissimo, ha ricordato, pagato da almeno 94 giornalisti uccisi quest’anno mentre svolgevano il loro lavoro. Gaza è diventata il simbolo più tragico: il conflitto più letale per i reporter nella storia recente. Robecco ha ricordato la giovane fotogiornalista palestinese Fatima Hassouna, uccisa insieme alla sua famiglia in un bombardamento israeliano, pochi giorni dopo che un documentario sul suo lavoro era stato selezionato a Cannes. “Dare voce a chi non ne ha – ha detto – significa spesso pagare un prezzo estremo”.
    A seguire, la presidente dell’Assemblea Generale ONU Annalena Baerbock ha rivolto un messaggio diretto ai giornalisti accreditati alle Nazioni Unite, sottolineando quanto il loro lavoro sia indispensabile per rendere visibile il lato umano dei conflitti, delle risoluzioni e dei processi diplomatici. Senza informazione, ha osservato, il mondo non saprebbe quando l’ONU fallisce i suoi principi né quando, invece, riesce a salvare vite. “Ogni giorno – ha ricordato – questa istituzione contribuisce a salvare milioni di persone e il vostro compito è raccontarlo”.
    La cena, ideata dallo chef Michele Casadei Massari, è stata pensata come “servizio e non spettacolo”: piatti accessibili, condivisi, per favorire il dialogo. Un’idea che ha trovato eco nelle parole del Global Advocate of the Year, Massimo Bottura, che ha parlato di cucina come atto di responsabilità. “Il futuro – ha detto – non è tecnologia, ma coscienza. Creatività significa prendersi cura: delle persone, delle comunità, dell’umanità”. Il nome del futuro, per Bottura, è “coraggio”.

    Nel corso della serata, sia Bottura che Casadei Massari hanno ricordato il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO, sottolineandone il valore universale di condivisione, identità e dialogo tra i popoli.
    Il momento più intenso è arrivato con il premio Global Citizen of the Year a Javier Bardem. L’attore spagnolo ha ringraziato i giornalisti per il loro ruolo insostituibile nel trasformare la sofferenza lontana in una realtà che non può essere ignorata. Ha ricordato i reporter uccisi a Gaza, citando nomi e storie, e ha denunciato la repressione contro chi racconta la guerra. “La verità è pericolosa – ha detto – ma chi la cerca merita protezione, non persecuzione”.
    In un’epoca di silenzi, censure e disinformazione, il gala UNCA all’ONU ha ribadito che senza giornalismo libero non c’è verità, quindi non c’è giustizia né pace.
    xo9/mgg/gtr (Video e intervista di Stefano Vaccara)

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